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ALLA RICERCA DELL'ATARI PERDUTO! Milioni di cartucce Atari sepolte (forse) nel deserto.

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Siamo nei primi mesi del 1983. Negli ultimi tre anni gli adolescenti di tutto il mondo specialmente quelli americani hanno scoperto un nuovo modo di divertirsi: i videogiochi. Durante la stagione natalizia dell’anno prima (1981-82) milioni di console sono state comprate e messe sotto l’albero da genitori entusiasti. I leader di settore sono Atari e la Mattel con il suo “piu’ potente” ma meno venduto Intellivision. Dopo un anno con fatturati da capogiro arriviamo al Natale dell’82. In perfetto stile imprenditoriale americano i negozi vengono stipati di console. L’Atari  punta su due titoli, due killer application  per vendere altre milioni di console. Il sempre verde Pacman che spopola in sala giochi, e ET il tie-in del film campione d’incassi quella stagione. All’incirca verso marzo arrivano i dati ufficiali e le rese dei negozi: venduti risibili in migliaia di pezzi a fronte di rese esorbitanti. E’ quello che verrà chiamato come il grande crack dei videogiochi dell’83. Pare che le cartucce di ET che tornarono in Atari fossero tra i tre e i cinque milioni di pezzi. Qualcosa meno Pacman. Alla Mattel non andò meglio e quell’anno decise di chiudere per sempre  il progetto Intellivision e usci dal mercato delle console. All’Atari erano al collasso. La grande bolla video ludica degli ultimi anni gli era esplosa brutalmente in faccia. Ora avevano conti in rosso e milioni di cartucce di cui non sapevano cosa farsene nei magazzini e a questo punto, secondo la leggenda, arrivò la storica decisione. Atari appaltò ad una ditta che in gran segreto prelevò tutte le milioni copie di ET e Pacman e le andò a seppellire in una gigantesca buca nel deserto del Nuovo Messico, vicino la discarica di Alamogordo. Atari dovette vendere la società, che passò di mano in mano fino ai giorni nostri e di fatto non si riprese mai più’.

Flashforward: aprile 2014. In rete, sui forum, nei siti di videogames si diffonde sempre di piu’ la leggenda di milioni di cartucce della storica Atari sepolte nel deserto del New Mexico. E oggi 10 aprile 2014, Kotaku pubblica la notizia che Microsoft tramite Fuel Entertainment, Xbox Entertainment Studios e LightBox Entertainment,  il 26 aprile, cominceranno gli scavi archeologici per riportare alla luce il tesoro nascosto di Atari, il Sacro Graal videoludico.  A prescindere dall’esito positivo o negativo delle ricerche pare verrà realizzato comunque un film-documentario sui lavori di ricerca. Qui su Gamers.it  vi terremo informati sui risultati della (eventuale ) scoperta di quella che a tutti gli effetti sarebbe una time capsule di Atari. Anche se in caso di esito positivo, ne siamo certi, la notizia rimbalzerebbe sui telegiornali di prima serata di tutto il mondo.

In chiusura due curiosità: Ma il gioco di ET, che causo’ il crack economico dei videogiochi, era proprio così terribile? Pare di si . Quei pochi che lo comprarono all’epoca parlano di vera e propria porcata. Nelle classifiche dei videogiochi più’ brutti di tutti i tempi di solito lo trovate sempre in testa.

La seconda, era per i piu’ giovani lettori di Gamers, che magari si stanno chiedendo come finì la storia nel 1983. Intellivision , come detto cesso’ di esistere a metà anno, e Atari  fù definitivamente fuori dai giochi. A fine 1983 nei negozi americani non era piu’ possibile trovare una console di videogiochi in vendita. Il mercato videoludico venne dato per definitivamente per morto dagli analisti. E per un paio d’anni fù proprio così. Tuttavia proprio in quel fatidico 1983 una casa giapponese produttrice di carte da gioco, decise in piena controtendenza di lanciare una console domestica: il Nintendo Famicom. Due anni dopo arrivò a conquistare l’America aprendo la strada alla “Japan Invasion” di console giapponesi: Sega con il suo Master System, Hudson con il PC ENGINE / Turbografx  e SNK con il NEOGEO che crearono di fatto il gigantesco mercato videoludico che oggi conosciamo. Ma questa come si suol dire è un’altra (bellissima) storia.

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Otosan Otaking

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