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Anteprima – L'Ombra di Mordor

Ogni volta che viene annunciato un titolo tratto da una serie nata al di fuori del media videoludico, le aspettative sono sempre ai minimi storici. Quando venne presentato L’Ombra di Mordor, ennesimo gioco tratto dall’eccezionale mondo creato dalla penna di J.R.R. Tolkien, più di una persona (me compreso) non era certo saltata sulla sedia per la notizia. D’altronde si sa, la maggior parte dei titoli di questo tipo non brilla certo per qualità, e molto spesso abbiamo a che fare con mere operazioni commerciali atte a spolpare fino all’osso brand più o meno famosi. Se a questo aggiungiamo le polemiche nate in seguito ai primi video di gameplay, che volevano il gioco come un clone di Assassin’s Creed con il sistema di combattimento della serie di Batman, quel minimo interesse che poteva suscitare si era quasi estinto del tutto.
E’ facile dare giudizi affrettati e bollare un prodotto in uscita come mediocre con premesse di questo tipo, ma nei mesi scorsi i ragazzi di Monolith hanno fatto i salti mortali per mostrare le vere potenzialità del loro prodotto, pubblicando video, screenshots, diari di sviluppo, rilasciando interviste e facendo provare più volte alla stampa il gioco durante varie fiere, dimostrando di credere fortemente nel loro lavoro. Dopo aver testato io stesso il titolo durante la presentazione tenutasi al castello Sforzesco di Milano e aver fatto quattro chiacchere con Bob Roberts, Lead Designer di Monolith Production, sono pronti a darvi le nostre prime impressioni su L’Ombra di Mordor, che si è dimostrato subito molto più solido di quello che credevo.

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Vendetta nella Terra Oscura
Partiamo dalla storia, ambientata cronologicamente a metà strada tra lo Hobbit e il Signore degli Anelli, precisamente nel momento in cui Sauron torna a Mordor per riconsolidare il suo potere. Il protagonista e nostro alter-ego sarà Talion, ranger a guardia del Cancello Nero, che perde la vita dopo l’attacco degli orchi guidati dall’oscuro signore. Assetato di vendetta viene resuscitato e legato indissolubilmente a un misterioso spettro che gli dona abilità e poteri sovraumani. Durante la presentazione è stato mostrato un livello della storia dove il nostro Talion incontra Gollum, ex-portatore dell’anello in quel periodo a Mordor sulle tracce dell’Unico. Dal dialogo emerge la vera identità dello spettro che ci accompagna, nientemeno che Celebrimbor, fabbro elfico e creatore degli altri anelli del potere. Anch’egli è in cerca di vendetta per il tradimento di Sauron e insieme a Talion è pronto a portare scompiglio nei ranghi delle armate dell’oscuro signore.
Stando alle parole di Roberts, la scelta del periodo storico per ambientare il gioco è stata fatta con cura in modo da avere la possibilità di inserire una trama inedita avendo sempre ben presente il materiale originale. Un team di esperti ha tenuto sempre d’occhio lo sviluppo in modo da mantenere una fedeltà massima dei luoghi e dei personaggi ai libri, soprattutto per la scelta dei nomi, rigorosamente coniati sulle basi linguistiche fornite da Tolkien. Le premesse per una storia coi fiocchi e dai toni maturi ci sono tutte, L’Ombra di Mordor potrebbe soddisfare pienamente i fan del Signore degli Anelli grazie al rispetto per le fonti, resta solo da verificare la qualità della narrativa e la longevità.

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Orchi everywhere
Sempre durante la presentazione ho potuto vedere in azione il gioco in versione quasi definitiva, e posso dire che i passi avanti rispetto alle prime volte in cui è stato mostrato, sono notevoli. L’impatto grafico è molto piacevole, la mappa di gioco è immensa e piena di vita, con strutture, fortini, presidi e zone rocciose disseminate un pò ovunque. Da notare subito la presenza massiccia di orchi, un’infinità di mostruosi umanoidi sempre attivi e in movimento, in grado di dare un’idea della quantità di forze che affronteremo durante l’avventura. La fase di gioco mostrata era piuttosto avanzata, e Talion era già in possesso di molte delle mosse disponibili. Queste saranno divise in due rami distinti, uno per le abilità da ranger (principalmente legate al combattimento corpo a corpo), e uno per quelle da spettro (più incentrate sui poteri sovrannaturali). Confermo fin da subito che i movimenti di Talion, in grado di arrampicarsi su ogni superfice e di accucciarsi per procedere in maniera furtiva, richiamano in maniera netta quanto visto nella serie di Assassin’s Creed, mentre il combattimento, brutale e spettacolare, è effettivamente una versione migliorata del Free-Flow System dei Batman Arkham.
Questo di per se non è un aspetto negativo, soprattutto per quanto riguarda gli scontri, perchè sebbene non sia di certo un approccio originale, è integrato in maniera egregia e riesce a trasmettere una sua personalità distinta. Avremo infatti la possibilità di interagire con l’ambiente in vari modi attirando mostri nei campi degli orchetti, liberando worg rinchiusi in gabbie d’acciaio o facendo scoppiare barili esplosivi per creare scompiglio nelle file nemiche, un pò come accadeva nei presidi di Far Cry 3. Inoltre sviluppando le abilità legate ai poteri di Celebrimbor ci trasformeremo in breve tempo in una vera macchina da guerra, in grado di affrontare gruppi numerosi di avversari e di uscire vittoriosi dagli scontri contro i nemici più impegnativi. Non manca una certa pianificazione durante le missioni: se ad esempio prima di assaltare un capitano ben difeso elimineremo le vedette in maniera furtiva ed eviteremo di far scattare un allarme potremo controllare sensibilmente l’andamento della battaglia per volgerla rapidamente in nostro favore.

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Caccia all’orco
Subito dopo la fine della demo sul palco ho avuto la possibilità di provare il gioco per un’oretta circa, così da testare la vera novità presente nel titolo: Il Nemesis System. Questo sistema, presente in parallelo alla storia, gestisce ogni nemico che incontriamo sul nostro cammino in maniera procedurale, generando sempre avversari differenti e con caratteristiche uniche. Si perchè L’Ombra di Mordor è anche un open-world vivo e in costante cambiamento anche mentre non stiamo giocando direttamente. Tutti gli orchetti vengono divisi in base al grado e al livello di pericolosità, e piazzati a caso sulla mappa di gioco. Di alcuni sapremo la posizione e le caratteristiche specifiche, come i punti di forza e le debolezze da sfruttare, mentre di altri dovremo ottenere i dati interrogando nemici particolari rintracciabili nelle varie zone.
Con queste informazioni mi sono subito gettato nell’azione, cercando di rintracciare la guardia del corpo di un potente capo orco. Una volta raggiunta la zona ho cercato l’approccio furtivo, scalando in scioltezza una torre diroccata e agguantando l’arciere di guardia. A questo punto potevo scegliere se eliminare l’orco o dominarlo utilizzando i poteri di Celebrimbor. Dominando un nemico questi passera dalla nostra parte e combatterà per noi fino alla morte. Dopo aver ucciso un paio di guardie in pieno stile Assassin’s Creed attirandole verso dei cespugli ho ingaggiato direttamente la guardia del corpo attivando un breve scambio di battute tra Talion e l’orchetto armato di una enorme alabarda sanguinolenta. Il feeling del combattimento, da amante della serie Arkham, mi ha conquistato subito, grazie alla fluidità e alla semplicità di esecuzione, basata principalmente sul contrattacco e sul movimento costante. La guardia era decisamente coriacea ma dopo aver fatto saltare in aria una botte di polvere da sparo sono riuscito ad averne ragione dominandola come avevo fatto in precedenza. Il dominio degli orchi più importanti presenta delle differenze in quanto avevo in più l’opzione di far tradire all’orco il suo capitano, ottenendo un vantaggio successivo, oppure potevo comandargli di avvisare tutti del mio arrivo, così da mettere il capo in allarme e affrontare una sfida maggiore qual’ora l’avessi raggiunto. Soddisfatto gli ho ordinato di tradire il suo signore e mi sono diretto, grazie al viaggio rapido, alla zona dove avrei trovato il capitano. Attivata la missione, è partito un breve filmato dove il mio sottoposto accoltellava un enorme orco sfregiato e iniziava ad aizzare altri orchetti a dar battaglia. Nel caos creatosi ho cercato di eliminare il capitano, molto più forte rispetto alla sua guardia e immune ad alcune mie abilità, ma poi tutto è andato storto. Vuole il caso che da quell’area dovessero passare in quel momento un altro capitano con le sue guardie. Nel giro di pochissimo ero circondato da almeno 30 orchi che mi hanno massacrato senza pietà. La morte ne L’Ombra di Mordor non fa ripartire da un checkpoint ma viene trattata come morte reale. Ovviamente, grazie a Celebrimbor, Talion resuscita istantaneamente, ma il bello è quello che succede al mondo di gioco. L’orco che ha sferrato il colpo finale diventa famoso, sale di grado e si fa un nome, e nel frattempo altri personaggi presenti sulla “scacchiera” agiscono autonomamente, assassinandosi tra loro, formando alleanze, morendo o diventando più potenti. Ogni partita sarà infatti diversa da tutte le altre, e gli stessi ragazzi che mi hanno affiancato durante la prova, non erano in grado di prevedere cosa sarebbe successo effettuando un’azione invece che un’altra, e qui sta la vera novità del titolo Monolith.

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Che dire dunque di questo primo incontro con L’Ombra di Mordor? Posso solo affermare che mi ha piacevolmente sorpreso, grazie a un gameplay solido e divertente anche se certamente non originale. E’ comunque il Nemesis System ad attirare maggiormente la mia attenzione: se la varietà e la casualità degli eventi saranno ben integrate anche nel gioco finale, l’open-world del nuovo titolo dedicato al mondo di Tolkien potrebbe davvero regalare ore e ore di divertimento. Resta da vedere la trama, sperando sia in grado anch’essa di regalare grandi emozioni e di soddisfare tuttii fan della saga.

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Stefano Gualandris

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