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Kickstarter aggiorna le proprie Terms & Conditions

Kickstarter è stata la piattaforma che negli ultimi anni ha creato, utilizzando il concetto base del microcredito, un marketplace dove tutti coloro che hanno un sogno imprenditoriale, possano trovare i fondi per poterlo conseguire.

Purtroppo come ogni mezzo, ci sono sempre le persone che se ne approfittano, che raccolgono soldi, partono con il progetto, per poi lasciarlo andare… prendendosi però i soldi, provocando un danno minimo (ma cmq un danno) a migliaia di persone che hanno creduto al progetto.

Questo purtroppo genera anche una perdita di credibilità verso Kickstarter stesso, infatti gli utenti, provando la frustrazione verso un progetto non realizzato, potrebbe anche percepire che il metodo stesso proposto da Kickstarter non funzioni, decidendo di abbandonare il sistema. Questo effetto a catena influisce anche sul brand… quindi per riassumere, a causa di qualche stronzo, tutti ci rimettono.

Kickstarter è un sito in cui credo e che penso sia veramente il mezzo necessario per poter aprire il mercato imprenditoriale e slegarlo dai concetti finanziari/bancari vigenti ancora adesso. Infatti dobbiamo ricordare sempre progetti di successo come Pebble Watch e Wasteland 2.

Per prevenire che alcuni eventi spiacevoli accadano ancora, Kickstarter è corso ai ripari ed ha modificato il proprio regolamento, che dovrebbe essere diventato attivo per tutti i progetti attuali e per quelli futuri… ma come da logica questo non può essere retroattivo 🙂

Come si può leggere dalle modifiche nel contratto, adesso i creatori dei progetti devono completare i progetti per i quali hanno ottenuto i fondi, in quanto ha un obbligo verso i microfinanziatori. Ovviamente se il creatore non è in grado di finalizzare il progetto, dovrà spiegare ai microfinanziatori per tempo di eventuali problemi, avere una comunicazione aperta, spiegare il motivo effettivo per la mancata consegna del progetto e capire come eventualmente riuscire a ridare qualcosa agli investitori (esempio il gioco non finito). SE il creatore non sarà in grado di porre una motivazione valida a riguardo o provvedere ad un minimo risarcimento, sarà soggetto ad azioni legali.

Quindi per riassumere, d’ora in poi chi vorrà proporre un proprio progetto, dovrà fare bene i conti e sapere quanto dovrà chiedere per poter finalizzare il progetto. Business is no joke.

Purtroppo come ogni mezzo, ci sono sempre le persone che se ne approfittano, che raccolgono soldi, partono con il progetto, per poi lasciarlo andare… prendendosi però i soldi, provocando un danno minimo (ma cmq un danno) a migliaia di persone che hanno creduto al progetto.

Questo purtroppo genera anche una perdita di credibilità verso Kickstarter stesso, infatti gli utenti, provando la frustrazione verso un progetto non realizzato, potrebbe anche percepire che il metodo stesso proposto da Kickstarter non funzioni, decidendo di abbandonare il sitema. Questo effetto a catena influisce anche sul brand… quindi per riassumere, a causa di qualche stronzo, tutti ci rimettono.

Kickstarter è un sito in cui credo e che penso sia veramente il mezzo necessario per poter aprire il mercato imprenditoriale e slegarlo dai concetti finanziari/bancari vigenti ancora adesso. Infatti dobbiamo ricordare sempre progetti di successo come Pebble Watch e Wasteland 2.

Per prevenire che alcuni eventi spiacevoli accadano ancora, Kickstarter è corso ai ripari ed ha modificato il proprio regolamento, che dovrebbe essere diventato attivo per tutti i progetti attuali e per quelli futuri… ma come da logica questo non può essere retroattivo 🙂

Come si può leggere dalle modifiche nel contratto, adesso i creatori dei progetti devono completare i progetti per i quali hanno ottenuto i fondi, in quanto ha un obbligo verso i microfinanziatori. Ovviamente se il creatore non è in grado di finalizzare il progetto, dovrà spiegare ai microfinanziatori per tempo di eventuali problemi, avere una comunicazione aperta, spiegare il motivo effettivo per la mancata consegna del progetto e capire come eventualemtne riuscire a ridare qualcosa agli investitrori (esempio il gioco non finito). SE il creatore non sarà in grado di porre una motivazione valida a riguardo o provvedere ad un minimo risarcimento, sarà soggetto ad azioni legali.

Quindi per riassumere, d’ora in poi chi vorrà proporre un proprio progetto, dovrà fare bene i conti e sapere quanto dovrà chiedere per poter finalizzare il progetto. Business is no joke.

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Edward Phoenix

Edward Phoenix

Padre, Marito, Markter e Fondatore di Gamers.it
Cresciuto a suon di FPS e Giochi di Strategia cerca sempre di trovare la qualità in tutte le cose che fa!

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