BusinessNintendoVideogiochi

Nintendo e la strategia del Sold Out

Amiibo, New Nintendo 3DS XL Zelda Majora’s Mask Limited Edition, adattatore Wii U per controller Game Cube. Che cos’hanno in comune questi tre oggetti? Sono tutti prodotti di punta del business Nintendo per il 2015. Ma soprattutto sono tutti e tre pressoché introvabili, specialmente per il mercato americano, che come sappiamo è decisamente il più grande di tutti e influisce immancabilmente anche il nostro più esiguo (ma comunque importante) mercato europeo.

Facciamo un passo indietro ed enunciamo i fatti.

Sin dal lancio della prima “ondata”, alcuni Amiibo, sulla base di stime imperscrutabili, sono stati prodotti in quantità minore, o almeno questa è la voce che è stata messa in giro, quindi al momento è molto difficile reperire le statuette di Marth, Abitante, Trainer Wii Fit, Pit, Little Mac, Captain Falcon e Fox. Ciononostante è di questi giorni la notizia che nella sola Francia siano stati venduti oltre 200000 Amiibo.

Altro capitolo è quello del New Nintendo 3DS XL Zelda Majora’s Mask Limited Edition, annunciato nel Nintendo Direct del 14 Gennaio e presumibilmente nemmeno giunto in Italia (o almeno così ci dice il nostro negozio Gamestop di fiducia, se voi siete riusciti a preordinarne una copia vi invidiamo), al punto che in US si sono verificati alcuni spiacevoli incidenti con i preordini della console sul retailer Best Buy, che prima ha cancellato i preordini multipli della stessa limited edition consentendo un solo New Nintendo 3DS XL  a ordine, poi ha addirittura cancellato anche singoli ordini dichiarando di avere discrepanze tra il numero di preordini resi disponibili e il numero di pezzi garantiti al retailer da Nintendo.

Vi ricordate quando è uscito Super Smash Bros. For Wii U? Ebbene, in America l’adattatore USB per giocare con i controller del Game Cube è stato introvabile quasi da subito.

Questi esempi non sono certo nuovi nella storia Nintendo, io stesso a dicembre 2006 per una serie di coincidenze mi sono trovato a non poter acquistare la Wii al lancio e ho dovuto aspettare fine dicembre per avere un’altra Wii, nonostante tutti i negozi mi dicessero che Nintendo aveva le scorte a magazzino ma non le faceva uscire. Ed erano solo 15 giorni dopo il lancio della Wii.

Il punto però è che la prima reazione a questi fenomeni è lo sciacallaggio: decine di utenti acquistano diverse unità dello stesso prodotto per poterle poi rivenderle su eBay a prezzi esorbitanti, alimentando ulteriormente lo squilibrio tra domanda e offerta, perché ad esempio chi vuole un certo Amiibo non solo non lo trova perché magari veramente ce ne sono pochi, ma è anche raro da trovare perché ci sono quelli che, allertati da una diceria, comprano 10 pezzi non permettendo agli altri di averli se non a prezzi folli. Vari retailers tra cui Nintendo UK sul suo store online hanno limitato la possibilità di acquisto ad una unità per prodotto, ma questo non cambia che le modalità di questo meccanismo sono ancora poco chiare e Nintendo di certo non fa niente per fornire comunicazioni sui rifornimenti degli stock. Ad esempio, sempre sullo store ufficiale Nintendo UK tutti i preordini della quarta “ondata” di Amiibo sono già sold out. Perché? Questo ci lascia perplessi sulla buona fede della grande N, che certamente darà la priorità alle statuette che sa essere più di successo, come Mario, Link, Pikachu e compagnia bella, ma che sembra a nostro avviso marciare sugli Amiibo meno “celebri”, essendo quindi l’azienda di Kyoto stessa la prima ad alimentare questo circolo vizioso che abbiamo descritto: da qui poi partono voci incontrollate, si crea il caos e nasce lo sciacallaggio per poi arrivare al malcontento. Ad esempio, io posseggo tutti gli Amiibo usciti finora in Italia, ma quando sono andato a prendere l’ultima “ondata” da Gamestop mi hanno detto che Rosalina era arrivata solo per me che l’avevo preordinata, non ne avevano da esporre in negozio; la cosa mi ha ovviamente mandato in paranoia, ragion per cui l’Amiibo di Rosalina è l’unico ancora impacchettato sulla mia scansia (tranquilli, prima o poi lo aprirò). Tuttavia, se persino io che sono un consumatore abbastanza consapevole casco in questi tranelli, non oso pensare ai teenagers che si fanno infinocchiare da questo meccanismo. La domanda è: perché?

Va da sé che Nintendo, considerata la sua potenza, ha sempre storicamente dettato legge nel mercato e che se anche stesse effettivamente controllando gli stock con il contagocce noi non lo sapremmo mai con certezza e comunque non potremmo impedirlo, ma la cosa che ci preme capire è se sia dovuto ad una precisa strategia per alimentare la Nintendo-Mania o semplicemente (come sappiamo essere pratica molto comune nel top management di alcune aziende) i direttori commerciali raggiungono il target di vendite che garantisca loro il bonus per quel periodo e tengono le altre quantità in magazzino per poter raggiungere un altro bonus successivamente.

In tal caso la tanto sbandierata etica Nintendo sarebbe quantomeno da rivedere.

xbox_windows_10_featured
Previous post

Cosa aspettarci da Xbox con Windows 10

spotify_playstation_featured
Next post

Spotify approda su Playstation. Sinergie e Motivi.

Francesco Roggero

Francesco Roggero

No Comment

Rispondi