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Preview – The Order: 1886

Sony presenta ufficialmente alla stampa Italiana il gioco Steam Punk, attesissima esclusiva PlayStation 4


2015-02-16 09.44.01A Milano, nella splendida cornice del Museo Bagatti Valsecchi, si è tenuta lunedì mattina la presentazione alla stampa Italiana di The Order: 1886, ultima fatica di Ready at Dawn, talentuosa software house già responsabile su PSP di Dexter, dei due capitoli di God of War (sempre per la prima portatile di casa Sony), non che della relativa Collector per PS3 e dello splendido (e mai abbastanza elogiato) Ōkami per Wii.

A presentare il gioco ci pensa Andrea Pessino, cofondatore della software house Americana, che ha intrattenuto la stampa mostrando e spiegando cosa andremo a giocare con The Order.

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Creato da Ru Weerasuriya, altro  cofondatore di Ready at Dawn, il  background del gioco, ci spiega  Pessino, ha richiesto un lavoro di  circa dieci anni.

Anni spesi per creare un mondo  alternativo il più credibile  possibile, dove elementi di fantasia  si  mescolano ad altri reali  coesistendo in un mix il più plausibile possibile e dove le evoluzioni che hanno portato alle differenze con la storia attuale ed il mondo reale risultano naturali e logiche (almeno questo è l’intento degli sviluppatori).
Si tratta, se vogliamo, di una sorta di “What if” di Marveliana memoria, ma su scala globale e temporale che coinvolge tutta l’esistenza e la storia dell’umanità.

Nel mondo ucronico di The Order, nel VI Secolo, la specie umana si divise in due: da una parte gli uomini, così come siamo ora, dall’altra degli ibridi che svilupparono maggiormente la parte animalesca, diventando dei feroci e brutali predatori.

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Per contrastare  questa nuova  specie che stava  prendendo il sopravvento, Re  Artù creò  l’Ordine, noto ai  più come i Cavalieri della Tavola Rotonda, ma gli ibrida si rivelarono fin da subito più potenti della controparte umana.

Le cose cambiarono solo con la scoperta, da parte dell’Ordine, di un misterioso liquido nero, chiamato appunto Black Water, in grado di donare alla fazione di Artù facoltà straordinarie come la rigenerazione veloce delle ferite e la possibilità di vivere per secoli, restando comunque mortali (un colpo alla testa sarà quindi fatale).

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I membri attuali dell’Ordine non sono però gli originali Cavalieri della Tavola Rotonda ma bensì i loro discepoli che, alla morte del proprio mentore, ne prendo il posto ed il nome all’interno dell’Ordine.

Nel gioco ci sarà comunque anche posto per personaggi reali come il Marchese de Lafayette, che combatté sia nella Rivoluzione Francese che in quella Americana.

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Farà da scenario una Londra Vittoriana, ricreata in modo quasi maniacale e con dovizia di particolari ed attenzione alle atmosfere tipiche del periodo, ma caratterizzata da atmosfere Steam Punk dove troveremo, tra le altre cose, macchine volanti (degli Zeppelin corrazzati e pesantemente armati) z17087555Q,The-Order--1886  nonché  futuristici  marchingeni  ed  armi  tecnologiche  create per l’Ordine  dal grande fisico ed  inventore Serbo Nikola Tesla, che qui riveste i panni di un “proto Q, il fornitore delle armi e dei gadget ipertecnologici dell’agente 007.

Nel gioco vestiremo i panni di un membro dell’Ordine operante a Londra, Sir Galahad, discendente del Galahad originale ed il cui vero nome è Grayson, intento  a sventare una rivolta scatenata dalle forti differenze sociali esistenti, scoppiata nella zona di Whitechapel  (che nella vita reale verrà resa famosa nel 1888 dagli omicidi di Jack lo Squartatore).

Per la prima volta l’Ordine si vedrà utilizzato come corpo di polizia atto a contrastare non più i soli ibridi ma anche uomini creando, al suo interno, non pochi malumori e dubbi sul loro operato anche per via dell’ordine di sparare ad esseri umani, cosa in contrasto con i principi per cui i membri hanno combattuto per secoli.Ro8YT9GQ

Presto Galahad si renderà però conto che gli insorti sono in possesso di armamenti che dovrebbero essere a solo appannaggio dell’Ordine e che ibridi e rivoluzionari sembrano avere stretto un’alleanza al fine di rovesciare il potere costituito e sopraffare l’Ordine stesso.

Ci troveremo quindi a dover investigare su questi fatti per sventare la rivolta e fermare l’incombente minaccia.

Tecnicamente siamo di fronte ad un prodotto che potrà tranquillamente essere utilizzato come vetrina per le capacità di calcolo dell’ammiraglia di casa Sony.

Tutto a video scorrerà con continuità, senza caricamenti e stacchi tra parti giocate e momenti cinematici atti a raccontare la storia, che sono comunque realizzati con il motore di gioco e, oltre a risultare decisamente ottimi come fattura, contribuiscono a rendere l’esperienza molto coinvolgente e continuativa.

Non mancheranno una pletora di effetti visivi implementati ad arte ed un frame rate ancorato ai 30 fps che non perderà colpi anche nelle fasi più concitate del gioco, almeno questo è quello che viene prospettato e, sinceramente, nella demo che ho avuto modo di provare a fine presentazione, le promesse in questo senso sono state mantenute.

Parlando del gioco, The Order: 1886 è, a tutti gli effetti, un Action Game in terza persona che resta legato a quelle che sono le meccaniche ed i dettami principali, propri di questo tipo di giochi.

Avremo quindi la possibilità di interagire con un discreto numero di armi che variano dalle normali pistole a fucili in grado di generare fortissime e letali fulmini e non mancheranno anche momenti di azione stealth, o mini giochi come l’hakeraggio di rudimentali sistemi di sicurezza atti a dare un tocco di varietà in più all’impiato del gameplay.

Non mancheranno neppure i QTE (Quick Time Event), croce e delizia per molti, dove dovremo essere veloci a premere i tasti e muovere gli sticks come indicato a video, così da poter superare particolari momenti di gioco, per lo più Boss Battle.

Come spiegato da Pessina, la scelta dei QTE è dettata dalla volontà di mantenere l’azione sempre il più spettacolare possibile e non si tratterà comunque dei soliti premi a tempo ed aspetta (anche se, da quanto mostrato, pare proprio che sarà il solito QTE).

La durata del gioco dovrebbe attestarsi intorno alle dieci/dodici ore se ci si dedicherà alla raccolta di tutti gli oggetti collezionabili presenti in game, mentre scenderà drasticamente sulle cinque/sei ore se decideremo di giocare la sola storia, senza curarci degli oggetti sparsi per lo scenario.

Non si tratta quindi di un campione di longevità che resta comunque in linea con quelle che sono le durate delle ultime produzioni, con la differenza, però, che il gioco di Ready at Dawn non potrà contare su di una controparte multiplayer di alcun tipo,  online o meno,  essendo solo ed esclusivamente Single Player.

E questo ne mina pesantemente la rigiocabilità.

Andrea Pessino ha tenuto a specificare che per loro non si tratta di una questione di quantità quanto, piuttosto, di qualità dell’esperienza videoludica offerta.

Personalmente mi sento di concordare con lui e qui le premesse per avere un’esperienza di gioco di qualità ci sono tutte.

Bisogna però anche tenere conto del fatto che cinque ore non sono effettivamente molte, specialmente se prive di un qual si voglia reparto multiplayer e che i giochi non vengono di certo regalati.

Ma tant’è.

Per finire, nella demo che abbiamo potuto giocare, si doveva affrontare l’assalto ad un ponte e, in compagnia dei nostri compagni di Ordine, dovevamo farci largo tra una moltitudine di nemici dotati di armamenti più o meno potenti e letali e di un’Intelligenza Artificiale buona, che però non stupisce di certo.

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Le meccaniche del combattimento si sono mostrate solide e divertenti, anche se accomunabili ad altri giochi del genere come Gears of War, giusto per fare un paragone su tutti.

Avremo così la possibilità di accovacciarci dietro ai ripari, di sparare alla cieca oltre gli stessi per creare un fuoco di soppressione e permetterci, magari, di spostarci velocemente verso un altro riparo.

In pratica ci sarà tutto il campionario di mosse ed azioni che un moderno gioco di genere richiede.

 

E sapete una cosa?

Almeno per quello che ho potuto provare, il tutto funziona egregiamente, creando il giusto mix di azione e tattica che non fa annoiare e tiene sempre alta l’attenzione su ciò che accade sullo schermo.

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The Order: 1888 non è sicuramente un punto di svolta per il genere action in terza persona, ma sicuramente si pone ai vertici dell’offerta videoludica di genere e sarà in grado di regalare ore (purtroppo non  molte) di soddisfazione a tutti quelli che avranno voglia di giocare a questo primo episodio di The Order (si, ovviamente sono già previsti altri titoli della serie).

 

Ovviamente queste sono solo le prime impressioni: per un verdetto definitivo e ragionatodovremo attendere dopo il 20 Febbraio, data di uscita del gioco.

E, certamente, Gamers.it non mancherà di dire la sua con una recensione completa.

 

Stay tuned!

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Anders Ge.

Anders Ge.

E' venuto su con le console ed i PC di primissima generazione e non ha più smesso di acquistarli e giocarci.
Con i fumetti dei Super Eroi editi dall'Editoriale Corno e non ha più smesso di leggere comics.
Con film e libri fantasy, di fantascienza ed horror e non ha più smesso di vederli e leggerli.
Sa che i bei tempi andati non torneranno, ma non ha mai smesso di crederci.

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