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Recensione – Akiba’s Trip: Undead and Undressed

Se vi dicessi che NIS America ha appena importato in versione europea per PS3 e PS-VITA, un gioco di Aquire ambientato ad Akihabara, il quartiere degli otaku, il tempio dell’elettronica mondiale. Un gioco action, una sorta di picchiaduro a scorrimento alla “Yakuza” e con qualche elemento da rpg. Con grafica in stile anime. Dove si combatte contro delle maid-vampire e per sconfiggerle bisogna spogliarle violentemente. Se avete appena pensato di aver trovato il titolo definitivo, beh…no, non è così. Ma continuate a leggere. Potrebbe perfino piacervi.

TRIP o STRIP??

Partiamo dal titolo, manifesto esempio dell’acume, della sagacia, della capacità letteraria dei ragazzi di Aquire. Tradotto direttamente dall’inglese Akiba’s Trip significa viaggio ad Akiba (contrazione di Akihabara, per quei due o tre che non lo sapessero). Tuttavia letto velocemente e possibilmente con accento giapponese, sembra quasi Akiba Strip. Il giochino semantico non è buttato a caso ma in effetti il videogame è una sorta di viaggio ad Akihabara, percorribile in lungo e in largo, strade laterali comprese, e di spogliarelli “forzati” che concludono i combattimenti. Graficamente il titolo è molto semplice. Lo stile “anime ” è chiaramente appropriato ma è realizzato in maniera semplicistica calcolando l’hardware su cui gira. I difetti grafici, che sono parecchi, sono tuttavia dovuti senza dubbio ad una mancanza di budget e non di idee, perché a livello creativo è stato tutto realizzato con estrema cura. Il protagonista è il giovane Nanashi, ma il nome è sostituibile con il proprio nickname, cosa che durante i dialoghi provocherà inevitabilmente qualche momento di ilarità. Nanashi dovrà salvare il quartiere di Akiba da dei/delle vampiri/e che stanno nutrendosi del sangue degli otaku. Per ucciderli, dopo averli messi quasi fuori combattimento bisognerà strappare loro i vestiti in modo che la luce del sole a contatto con la loro pelle li riduca in polvere.

akiba_trip

YAKUZA & VISUAL NOVEL

Oltre che andare a spasso per Akiba facendo fuori vampiri e svolgendo le (tante) quest secondarie, il nostro Nanashi (o come diavolo l’avrete chiamato) dovrà interfacciarsi con delle maid che dovrà tenersi amiche. Primo perché queste saranno molto utili, potenziandole nel modo giusto, in fase di combattimento, secondo, perché il gioco vanta ben 5 finali possibili (uno per maid) che pero’ diventano 10, in quanto ogni maid che ci accompagna ha due finali, uno “normal” e l’altro chiamato “true ending”. Ecco quindi che la fase in cui si dialoga con le maid diventa decisiva e in base alle risposte che daremo e da come verranno recepite dalle nostre compagne, avremo il finale normal (così così) o true (lieto fine). I dialoghi sono parecchi, e spesso più’ del necessario. Per rispondere ci verrà data sempre una scelta di tre frasi, la prima positiva, la seconda dubbiosa, la terza da otaku.

akiba

La fase picchiaduro è parecchio semplicistica. Il tasto triangolo serve per gli attacchi alla testa, col cerchio si colpisce il corpo mentre con la x le gambe. Quando l’avversario sarà stato indebolito cominceranno ad apparire i tasti che bisogna schiacciare prontamente per attivare la sequenza del “denudamento”. Si possono anche usare armi casuali tipo bastoni od ombrelli, ma certo non si può’ evitare di menzionare l’imprecisione delle meccaniche dei combattimenti.

AKIHABARA, THE ELECTRIC TOWN

Ma il grande protagonista del gioco è il quartiere di Akihabara. Chi ha avuto la fortuna di andarci, riconoscerà i posti ricostruiti nel gioco. Ci sono parecchi maid caffè , negozi reali (Sofmap, Laox, Trader, Yodobashi Camera) e anche quando non c’è il nome vero (per motivi di copyright, presumiamo) i colori delle insegne sono quelli giusti. C’è la sala giochi Sega, c’è il palazzo di Toranohana. Cè naturalmente anche l’iconico ponte verde. Ed è un quartiere vivo. Ci sono una buona quantità di npc che si aggirano per le vie , dai “business man” alle immancabili “maid” , dal fan boy” alle “akiba girl”. I due che ci hanno divertito di più’ sono il “foreign tourist” con i sacchetti pieni e “l’otaku” a braccia distese, sbavante davanti alle vetrine.

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Eppure i limiti tecnici del titolo rovinano, almeno in parte, anche questo punto a favore , l’esperienza di vagare a zonzo nel quartiere al più’ alto tasso di nerdaggine del pianeta. Infatti succede che l’area sia divisa in zone che pero’ sono piccolissime e praticamente ad ogni attraversamento di strada, all’imbocco di ogni vicolo, ad ogni traversa , bisogna sorbirsi un bel caricamento che presto stanca (e irrita un filino, specie se ci si accorge che si sta sbagliando strada) e rovina decisamente l’esperienza “Akiba full immersion”.

CONCLUSIONE

In conclusione diciamo che il gioco dura una quindicina di ore, e che la versione europea di NIS è stata fatta, fortunatamente, molto bene e con oculatezza. Dove per oculatezza si intende doppiaggio inglese MA possibilità di selezionare il doppiaggio originale giapponese (noi otaku ci teniamo a queste cose, grazie). Doppiaggio originale che tra l’altro è di altissima qualità con molti nomi famosi del settore anime.

Akiba’s  Trip è un titolo mediocre, realizzato con delle buone idee ma poca tecnica. Per chi ama la cultura otaku, tuttavia, è un acquisto obbligatorio.

 

Editor's Rating

Gameplay 75%
Storia 85%
Carisma 90%
Longevita 80%
Grafica 72%
Sonoro 72%
79
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