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Recensione – Assassin’s Creed Unity

Il primo capitolo della saga di Assassin’s Creed risale al 2007, dove nei panni di Altair si dava ufficialmente inizio all’eterna guerra tra assassini e templari, guerra che si protrae da secoli ed in diversi paesi… tanto che nel quinto capitolo della serie (esclusi DLC, espansioni o giochi minori), ossia Assassin’s Creed: Unity, questa guerra ci trasporterà in Francia durante il suo momento più caotico… La Rivoluzione Francese.

A livello di Business, questa saga si è dimostrata una vera e propria vacca da latte per Ubisoft, in quanto ogni capitolo è stato in grado di vendere bene, tanto che i punti di forza diq eusto gioco sono stati traslati in altre IP, come è successo per Watchdogs. Per poter far si che questa “vacca” continui a produrre molti soldi, è necessario che l’interesse da aprte dei clienti venga mantenuto alto e per farlo, oltre che alla creazione di una storia diversa dalle precedenti, è necessario portare necessariamente delle novità sia strutturali che d’esperienza. Ubisoft negli ultimi 7 anni, ci ha abituati ad un gioco che non ha subito grandissime innovazioni, ma solo migliorie che a volte erano azzeccate, mentre in altri casi erano da dimenticare (come nel caso del terzo capitolo) e per questo motivo in questa recensione saranno analizzate solo le differenze sostanziali, in quanto il gioco è al 90% una summa dei capitoli precedenti.

Una Storia sulle orme di X-Files

Questo titolo è stato pensato con lo scopo di farci porre la domanda “Cosa c’entra?” X-Files era una serie TV che inizialmente possedeva uno script ed un racconto a lungo periodo, ma che vittima del suo successo, gli autori con lo scopo di prolungarla il più possibile, si sono slegati dall’idea originale scrivendo quasi alla giornata, ossia scrivendo episodi che non avrebbero mai portato ad una conclusione… ma la cosa interessante è che i fan, non sapendolo, prendevano giorni a cercare connessioni che in realtà non esistevano. Lo stesso accade in questa saga.

Ubisoft vuole sfruttare (a ragione) questa saga il più possibile… quindi ha deciso di creare una seconda storia parallela, che fosse in grado di fare da collante tra i vari episodi che esplodevano la leggendaria rivalità tra le due fazioni. Infatti in questo capitolo ci troveremo ad impersonare l’assassino Arnò che si innamora di una bellissima ragazza che è una templare, che pensa che il nostro protagonista le abbia ucciso il padre (non preoccupatevi, nessuno spoiler in quanto tutto accade nei primi 15 minuti di gioco). Quindi il nostro personaggio si troverà a girare per un’immensa Parigi per poter riscattare il suo nome e riconquistare il suo vero amore… ma il punto è che questa storia non da un vero valore aggiunto alla narrazione e spesso ci si ritrova a fare missioni in maniera sequesnziale dimenticandosi la ragione delle nostre azioni.

Per giunta, durante il gioco non vivremo una seconda storia parallela come nei capitoli precedenti, dove con i “Desmond” di turno dovevamo fare missioni nei tempi moderni… adesso questo elemento è diventato secondario tanto che  missioni si riducono a brevi intermezzi risolte impersnando Arno… impedendoci la possibilità di poter girare negli uffici della Abstergo così da poter capire meglio quello che sta accadendo.

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Un gameplay rinfrescato… ma inesperto

Come detto prima il gameplay è rimasto basicamente lo stesso. Ci troveremo infatti ancora ad uccidere persone in suggestive ambientazioni storiche, mentre scaliamo palazzi per scoprire parti nuove della mappa. Ma scordatevi di prendere il vostro cavallo o barca e viaggiare da città a città, qui di resta in città. Una città immensa ma pur sempre una sola mappa (a parte una scampagnata a Versailles).

Tra le novità principali, possiamo trovare i miglioramenti al parkour, che rende il gioco unico nel suo genere, ma che spesso da ancora problemi facendo incastrare il protagonista in luoghi impensabili, tanto che a volte perderemo la strada o ci incastreremo in modo da avvantaggiare i nostri nemici, infatti in questo capitolo il flusso dei movimenti sembra migliorato, sopratutto grazie al fatto che la modalità di corsa acrobatica usa diverse combinazioni di tasti, in base alla direzione verticale che si vuole prendere, permettendo un maggior controllo della situazione, ma che purtroppo non sono sempre immediati.

L’immaturità del gameplay di gioco è evidente anche grazie agli errori grafici “imperdonabili” (come le facce mancanti) e di gestione degli spazi (persone che camminano una sopra l’altra) che troveremo nel gioco, ma sopratutto  grazie al fatto che alcune volte durante la storia, il nostro personaggio durante gli intermezzi si bloccherà, facendoci restare con un personaggio tra le mani che può fare tutto tranne l’azione necessaria a proseguire nella storia… cosa che ho risolto riavviando il gioco ex-novo.

Importante novità nel gameplay, è il fatto che Parigi è stata ricreata in modo magistrale, tanto che le viste dall’alto di questa città sono mozzafiato, rendendola in alcuni casi una vera e propria cartolina, ma sopratutto grazie al fatto che la città si sviluppa anche all’interno degli stessi palazzi, cosa molto gradita in quanto fornisce un gioco una nuova dimensione spaziale. Per quanto riguarda il multiplayer all’interno della nostra campagna single player avremo la possibilità di affrontare delle sfide di gruppo così da poter ricattare premi molto interessanti, ma per poterle affrontare è necessario una grande coordinazione, altrimenti ci ritroveremo ad affrontare missioni di macelleria estrema.

Quando 70 Euro non sono abbastanza

Questo gioco costa tra i 60 ed i 70 euro… che non sono proprio pochi ed allo stesso tempo capisco che Ubisoft abbia moltissime spese da affrontare… ma a tutto c’è un limite. Infatti uno delle caratteristiche di di maggior successo dei capitoli precedenti era la possibilità di poter avere una piccola attività “imprenditoriale” (spesso molto semplice) che, se usata bene, ci permetteva di poter accumulare in breve tempo ricchezze da usare per aquistare potenziamenti di vario genere…. tanto che nel quarto capitolo questa era sviluppata così tanto che la companion app si focalizzava su questo aspetto, che personalmente mi aveva fatto veramente spendere moltissimo tempo. Qui però  avremo sempre la possibilità di avere una nostra attività che ci aiuterà ad accumulare guadagni… ma purtroppo con moltissime limitazioni… che si potranno evitare sopratutto grazie alle micro-transizioni presenti nel gioco!

Le limitazioni sono principalmente due, ma essenziali. La prima consiste nel fatto che nelle nostre casse si potranno accumulare un limite ben definito di denaro, oltre il quale i nostri guadagni si fermeranno fino al momento in cui noi non andremo a “prelevare”… il secondo limite è che l’accumulo avverrà solo durante le ore di gioco effettive distruggendo la bellezza di una meccanica collaudata. Quindi per personalizzare il nostro personaggio o per poterlo migliorare in fretta, avremmo la possibilità di aquistare diversi pacchetti (che partono dai 5 fino ai 99 Euro) in soldi veri, così da poterli convertire in franchi virtuali da spendere in personalizzazioni od armamenti. Questa mossa non è altro che un metodo che Ubisoft vuole testare per avere un ulteriore guadagno su un gioco non di certo economico.

In conclusione

Mentre giocavo a questo gioco, ho pensato spesso che in realtà l’idea originale fosse del gioco consisteva in una storia ed in un’ambietanzione molto più grande, creando un gioco immenso, ma che purtroppo, ad un certo punto dello sviluppo, questo sia stato ridotto, così da poterlo lanciare prima della fine dell’anno fiscale. Quello che ne è risultato è un gioco bello graficamente che punta molto sulla personalizzazione del personaggio, ma non presenta una revisione finale e con nuove strategie di monetizzazione che essendo eccessive, rovinano lo spirito stesso del gioco. Se questo fosse stato il primo capitolo, si poteva gridare al capolavoro, ma purtroppo essendoci altri capitoli molto più belli (come Assassin’s Creed Balck Flag), realizzanti bene sotto moltissimi aspetti, posso dire che questo è un titolo non essenziale che può aspettare un abbassamento di prezzo. Quindi che dire… un gioco che sarebbe potuto essere un blockbuster con un maggiore sviluppo e meno avidità.

Editor's Rating

Storia 60%
Gameplay 60%
Grafica 90%
Sonoro 90%
Carisma 65%
Multiplayer 85%
Longevità 80%
Un titolo che avrebbe potuto dare molto se solo non si avesse avuto fretta di pubblicarlo così da far cassa. Ottima l'ambientazione, ma la mancanza di viaggi in free-roaming e la presenza di un'eccessiva strategia di monetizzazione, hanno castrato un possibile capolavoro.
75
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Edward Phoenix

Edward Phoenix

Padre, Marito, Markter e Fondatore di Gamers.it
Cresciuto a suon di FPS e Giochi di Strategia cerca sempre di trovare la qualità in tutte le cose che fa!

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