GiochiGiochi PCPC & TechPlaystationPS3PS4RecensioniVideogiochiXBOXXBox 360XBox One

Recensione – Battlefield 4

Dopo una prima prova un pò sottotono sulla current-gen e un lancio problematico su PC, Electronic Arts e DICE approdano sulle console di nuova generazione con il quarto capitolo della loro saga militare più acclamata, Battlefield 4. Il titolo precedente, uscito ormai nel lontano ottobre 2011, ha riscosso molto successo ritagliandosi una larga fetta di sostenitori a discapito del diretto rivale Call of Duty. I fan non vedevano l’ora di vedere cosa si sarebbero inventati i programmatori svedesi per migliorare ulteriormente la serie.

Nemico a ore due
Il gioco è suddiviso come sempre in due modalità principali: la campagna e il multigiocatore. I pochi che si aspettavano un miglioramento del single-player resteranno delusi, in quanto la storia raccontata da questo capitolo non è delle più brillanti, sa di già visto ed è estremamente breve. Controlleremo il soldato Recker facente parte di una squadra scelta di marine impegnati in missione su suolo straniero. Se avete mai visto un qualunque film d’azione la trama vi suonerà decisamente familiare e i colpi di scena risulteranno piuttosto prevedibili. Il tutto è comunque godibile grazie alla bontà del comparto tecnico, in grado di produrre scene altamente cinematografiche e d’impatto. Punto debole dell’intera produzione è l’intelligenza artificiale, davvero poco evoluta e a tratti fastidiosa. I nemici si limiteranno a cercare una copertura, a volte senza riuscirci, e a lanciarsi verso di noi senza una strategia precisa sputando proiettili ed esplosivi addosso al giocatore. Purtroppo siamo ormai abituati a notare dei difetti nello sviluppo della campagna in giochi come Battlefield, ma visto l’arrivo delle nuove console e la maggior potenza di calcolo disponibile, speravamo in una cura maggiore anche sotto questo aspetto spesso tralasciato e poco approfondito.

Mi hai accoltellato…o forse no
La parte del leone ovviamente la fa il multiplayer, da sempre marchio di qualità della serie. Le novità introdotte sono molte, con innovazioni e accorgimenti vari nel gameplay. Finalmente anche su Xbox One e Playstation 4 si sono raggiunti i 64 giocatori, finora esclusiva dell’utenza PC. Le mappe raggiungono dimensioni enormi e tra soldati a terra, elicotteri e carri armati si ha la sensazione di essere veramente in mezzo a un campo di battaglia. In più in questo capitolo è stato aggiunto il Levolution, un sistema dinamico in grado di trasformare completamente il terreno di gioco. Grazie ad esso è possibile, tramite la distruzione di alcuni elementi dello scenario o il raggiungimento di specifici obiettivi, creare vie alternative e nuovi ripari in grado di stravolgere l’andamento della partita. L’esempio lampante si ha giocando su Zona Allagata dove l’intera mappa può essere invasa dall’acqua, rendendo inagibili le strade e spostando così gli scontri sui tetti degli edifici cambiando di conseguenza il tipo di mezzi utilizzabili, non più carri armati ma barche d’assalto. Per quanto riguarda la giocabilità, sono state introdotte alcune nuove funzioni, tra cui il contrattacco per le uccisioni in mischia e la possibilità di sporgersi dalle coperture per sparare da una posizione più sicura (attivabile su Xbox One anche tramite l’utilizzo di kinect). La personalizzazione del proprio soldato virtuale è completa e complessa, la quantità di sbloccabili è sterminata e si va dal semplice colore dell’uniforme fino ad arrivare alla modifica dell’arma preferita fin nei minimi dettagli. Tutto ciò è ottenibile salendo di grado con una delle quattro classi disponibili, assalto, geniere, supporto e scout.

Ce n’è per tutti i gusti
Le modalità disponibili sono molteplici, ritornano Conquista e Corsa, le più amate dai fan di Battlefield, a cui si aggiungono due nuove entrate: Dominio e Disarmo. La prima consiste nel mantenimento di specifici punti di controllo in mappe ristrette, la seconda mette a confronto due squadre di cinque elementi con l’obiettivo di piazzare o disarmare una bomba senza possibilità di rientrare in gioco dopo la morte. Entrambe si adattano piuttosto bene al multiplayer competitivo, sembra che DICE punti ad entrare così nel circuito degli Esport grazie all’enfasi data al lavoro di squadra tipica di questa serie. Bisogna comunque considerare che si tratta solo della punta dell’iceberg, in quanto sono previsti aggiornamenti costanti e mappe aggiuntive in quantità nei prossimi mesi. Altra novità di rilievo è l’introduzione della Modalità Comandante, che permette di entrare in partita con una visuale dall’alto di tutta la mappa e di fornire supporto alle truppe alleate con il dispiegamento di UAV e rifornimenti. Questa funzionalità è piuttosto originale soprattutto perchè utilizzabile anche tramite tablet scaricando l’applicazione dedicata.

Quel palazzo ci sta crollando addosso!
Sul lato tecnico Battlefield 4 mostra in tutto il suo splendore la potenza del Frostbite 3, motore grafico prodotto dalla stessa DICE. Su XboxOne il risultato è notevole sebbene per mantenere una buona fluidità il gioco non superi la risoluzione di 720 p. In generale il titolo può vantare ambientazioni gigantesche, dettagliatissime e con una grande quantità di elementi su schermo, insieme ad una buona distruttibilità dello scenario. La qualità degli effetti particellari, del fuoco e delle texture è davvero elevata e anche se durante le partite online non si raggiunge una resa visiva pari a quella della campagna, vi ritroverete di certo a bocca aperta ad osservare un grattacielo disintegrarsi mentre combattete per la conquista della vittoria. Le varie armi presenti raggiungono un realismo degno di nota sia per quanto riguarda gli effetti sonori che la fisica dei colpi esplosi. Ad esempio sparando in un luogo chiuso il rumore sarà più forte e produrrà un’eco maggiore mentre facendo fuoco da lunghe distanze dovremo calcolare anche la parabola discendente del proiettile. Il doppiaggio italiano non è dei più riusciti, con voci stereotipate e poco ispirate.

banner_amazon

 

Previous post

Recensione - Valdis Story: Abyssal City

Next post

Recensione - Call of Duty: Ghosts

Federico Donnaloia

Federico Donnaloia

No Comment

Rispondi