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Recensione: Blackguards

Avrete letto articoli e blog, sentito parlare gli amici che ormai i giochi di strategia a turni non sono adatti a questi tempi!? Bé i ragazzi di Daedalic Entertainment non stavano ascoltando e ci hanno regalato uno dei primi colpi interessanti del 2014: Blackguards nuovo titolo della saga The Dark Eye, il gioco vede le sue radici addirittura nell’omonimo gioco da tavolo anni 80’ che fece concorrenza perfino a Dungeon & Dragons …ci siamo capiti no??

Blackguards è un RPG strategico a turni che fa del combattimento e dello sviluppo del personaggio le colonne portanti della struttura di gioco.

La storia si apre con la misteriosa morte di Elanor, principessa di Neetha e noi nella scomoda posizione di unico presente all’accaduto: incarcerati dagli alleati e torturati dagli amici, solo le nostre abilità ci permetteranno di fuggire. Troveremo il giusto aiuto in un’improbabile banda di rinnegati e incominceremo il nostro viaggio di redenzione, che diverrà, inevitabilmente, leggenda. Daedalic sfrutta al massimo la decennale esperienza, da titoli come Chains of Satinav, Torchlight II e Deponia per proporci un mix delle qualità migliori, offrendo un sistema narrativo fluido con una trama classica ma adulta, ricca di tradimenti e colpi di scena, condita da una colonna sonora all’altezza.

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Open World no, Open Charter si!
Per un genere in cui il free roaming è una delle caratteristiche più diffuse, Blackguards abbandona i canoni di esplorazione indiscriminata per un numero limitato di ambientazioni ben più curate: interagiremo col mondo tramite la mappa in cui saranno attive solo le città e le locazioni che potremo visitare e, una volta all’interno di queste, avremo una visuale fissa dell’area, dove saranno disponibili dialoghi limitati ai personaggi che ci forniranno le missioni e ai mercanti. Il sistema nulla toglie alla longevità del gioco, che assicura fino a 40 ore di contenuti, e permette una rapida navigazione del mondo e la possibilità di muoversi agilmente tra le numerose missioni secondarie e principali lasciando ai giocatori la concentrazione e l’enfasi necessarie alle fasi di combattimento.

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Il primo punto forte di Blackguards è lo sviluppo del personaggio.
Si inizia con la classica scelta Guerriero/Mago/Ranger ma appena cominciamo a giocare ci rendiamo conto che questa non è altro un aiutino per indirizzare la costruzione del personaggio. Fin dai primi minuti di gioco potremo infatti spendere liberamente i “Punti Avventura” ottenuti, dovendo decidere dove far fruttare i nostri sforzi tra 5 sezioni principali e decine di competenze secondarie con le rispettive abilità.
La spina dorsale del personaggio sarà la sezione Attributi, le famose Stats insomma ma più numerose rispetto ai classici del genere, aggiungendo alla solita forza e intelligenza nuove qualità come ad esempio l’Intuito, che migliorerà parata e schivata. Insieme si tradurranno in precisi valori di attacco/difesa, punti vita e cosi via creando i prerequisiti per le tecniche più avanzate.

Oltre alle classiche sezioni Incantesimi e Tecniche Speciali, come il colpo possente, troverete i Talenti, abilità tipiche della strategia a turni che riguardano principalmente l’interazione con le aree di combattimento, trovare/piazzare trappole e resistere alle tecniche nemiche. Infine estremamente interessante la sezione Talenti di Battaglia ovvero l’abilità nell’utilizzo delle armi. Profondamente legata alle strategie di gioco, la scelta delle armi è fondamentale, nel peggiore dei casi fatale, con personaggi che non arrecheranno danni con l’arma sbagliata! Vedrete scheletri, immuni a lance e frecce, finire in pezzi al primo colpo di martello. Guerrieri corazzati che tengono in scacco i vostri arieti, perire ad agili colpi di pugnale. Sarà inoltre possibile per ogni arma, distribuire i punti spesi tra attacco e difesa, permettendo infinite possibilità strategiche, con un sistema “open charter” caratteristico e bilanciato, da fare invidia a titoloni come Skyrim.

Parola d’ordine Strategia!
Il combattimento è senza dubbio la maggiore attrazione di Blackguards. Impegnative e dinamiche, le fasi di battaglia riescono a proporre sfide sempre nuove e uno spessore strategico che non lascia niente al caso! Anche la grafica da il massimo negli scontri, leggera ma con scenari curati, ottimi effetti visivi e un buon numero di poligoni, è sicuramente una delle migliori nel genere, supportata da una interfaccia classica con visuale Isometrica, menù a ruota e numerosi slot scorciatoia per una visuale pulita che lascia spazio all’azione ed una facile visione d’insieme.

Ma la vera chicca sono le situazioni che ci troveremo davanti, tra le più varie mai viste nei giochi di strategia a turni, le quali risulteranno spesso troppo ardue se affrontate nella maniera sbagliata: usare nel modo giusto l’ambiente e le abilità del party cambierà tutto, quindi basta menare fendenti e palle di fuoco, osservate l’ambiente e scoprirete che della stupida sterpaglia può diventare un inferno di fiamme. Vi trovate di fronte 20 o 30 nemici? Rallentateli con la magia posizionatevi in vantaggio e come disse Leonida “il loro numero non conterà niente”

Proteggerete donzelle, combatterete a mani nude nell’arena, coprirete popolani in fuga come una vera retroguardia… e non è detto che i turni a disposizione saranno sempre illimitati! Ma se unirete una buona strategia alle abilità adatte, trionferete anche nelle battaglie apparentemente impossibili in un titolo che valorizza a pieno le capacità del giocatore.

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Maurizio Avalos

Maurizio Avalos

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