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Recensione – Castlevania: Lords of Shadow 2

Dopo un attesa davvero estenuante, abbiamo finalmente messo le mani su Castlevania: Lords of Shadow 2. Non nascondiamo che le nostre aspettative per questo titolo erano molto alte (quelle del sottoscritto in primis), e non vedevamo l’ora di poter tornare nel mondo che abbiamo imparato ad amare grazie all’ottimo primo capitolo e al buon spin-off per 3DS. Quali novità porta quindi questo terzo episodio alla saga? Mercury Steam sarà riuscita a dare una conclusione degna alla serie? La risposta a queste domande, purtroppo, non è quella che ci aspettavamo, anzi, il risultato finale è un duro colpo per chi ha apprezzato i personaggi e la storia creati dagli sviluppatori in questi anni… ma andiamo a vedere perchè.

Eu Sunt Dracul…
Per chi non ha mai provato un titolo della serie, il gioco riassumerà le vicende dei capitoli precedenti grazie a un lungo filmato, dopo una sequeza iniziale molto spettacolare utilizzata anche come tutorial. Questo video è però appena sufficiente a introdurre i nuovi giocatori al mondo di Castlevania, in quanto non sono presenti riferimenti ad alcuni eventi importanti della storia che saranno però ripresi durante l’avventura, insomma se non avete giocato nessuno dei capitoli passati probabilmente vi troverete un pò confusi.
In Lords of Shadow 2 il protagonista sarà Dracula, ritornato in vita secoli dopo gli eventi di Mirror of Fate, in un epoca contemporanea inedita per la serie. Debole e afflitto a causa dei tristi eventi del suo passato, il vampiro viene avvicinato da Zobek, vecchia conoscenza del primo titolo, che gli propone un’alleanza per fermare la nuova venuta di Satana, offrendo in cambio l’unica cosa che il principe delle tenebre desideri ancora: la fine della sua vita immortale.
Il nuovo setting moderno si alternerà a uno più familiare alla saga, ovvero il vecchio castello di Dracula, visitabile durante l’avventura principalmente per recuperare i poteri persi dal signore dei vampiri. Questa dualità si nota purtroppo anche sulla qualità della narrativa: la storia parte bene nell’epoca moderna, e assisterete a scene dal forte impatto emotivo, ma da li la trama inizierà a perdersi. Incontrerete personaggi poco caratterizzati, sia tra i nemici che tra i vostri alleati, e capiterà di trovarsi nella spiacevole situazione di voler sapere di più su un determinato argomento o personaggio e rimanere a bocca asciutta. Nel castello al contrario troverete una narrativa più curata, un Dracula molto più coinvolto emotivamente e alcuni dei migliori antagonisti del gioco. Davvero un peccato, l’idea di portare la serie in un’ambientazione nuova era potenzialmente ottima, ma la realizzazione non è sembrata all’altezza.
Per chiudere, la trama procede con un ritmo molto lento, sono presenti dei colpi di scena non proprio inaspettati e in generale si ha l’ impressione che le due diverse anime del gioco non combacino perfettamente, creando una sensazione di smarrimento nel giocatore.

Una scala tortuosa
Vagando per i livelli di gioco avremo a che fare con varie sezioni di platform, dove dovremo saltare da un appiglio all’altro per raggiungere le zone successive. Durante la prova si nota pesantemente la mancanza di ottimizzazzione di queste fasi: Dracula sembrerà attaccarsi alle sporgenze come attratto da una calamita, e in generale tutte queste arrampicate ci sono sembrate più una alternativa al camminare dritto che una vera sfida di riflessi. Sparsi per la mappa sono presenti tantissimi oggetti per potenziare le caratteristiche del personaggio principale e sbloccare extra come bozzetti e concept-art. Per ottenere alcuni di essi dovremo tornare indietro nei livelli una volta ottenuta l’abilità giusta, in pieno stile Castlevania. Le zone esplorabili sono molte, i segreti vari e gli amanti del completamento al 100% avranno sicuramente di che gioire, peccato solo che la navigazione delle aree di gioco sia estremamente lenta, nonostante la possibilità di utilizzare alcuni portali per spostarsi nelle mappe più grandi.

Posso trasformarmi in… un topo???
E’ giunto il momento di parlare di quello che è forse l’aspetto peggiore dell’intera produzione: le cosiddette fasi stealth. In alcuni momenti dovremo necessariamente nasconderci da avversari armati pesantemente e utilizzare i poteri di possessione e di trasformazione di Dracula per superare non visti alcuni posti di guardia. In un gioco che fa dell’azione la sua meccanica principale, essere forzati ad agire silenziosamente sembra quasi un controsenso, anche se all’inizio dell’avventura la cosa può essere giustificata dal fatto che il signore dei vampiri ha perso gran parte della sua antica forza. Lo stealth appare decisamente fuori luogo quando ci verrà proposto anche dopo che avremo abbattuto mostri giganteschi e dato prova di un potere sconfinato. A parte la coerenza, si potrebbe chiudere un occhio se il tutto fosse almeno divertente o proponesse una sfida decente, purtroppo queste sezioni sono lente, semplici e spezzano molto il ritmo della campagna, insomma imparerete ad odiarle in fretta.

Meno male che c’è ancora la frusta!
Il punto forte del primo capitolo era il sistema di combattimento, molto complesso e spettacolare. Gli sviluppatori hanno riproposto le stesse meccaniche, ampliando il parco mosse disponibile e inserendo due nuove armi, la Spada del Vuoto e gli Artigli del Caos che affiancheranno la frusta, marchio di fabbrica della serie Castlevania, questa volta formata dal nostro stesso sangue. La spada e gli artigli vanno a sostituire le magie della luce e dell’oscurità viste nella prima avventura della saga, non saranno sempre disponibili ma dovremo ricaricare la loro apposita barra di energia sconfiggendo più nemici senza subire danni con la frusta o utilizzando fonti di potere e oggetti appositi. Tutte e tre le armi possiedono delle mosse dedicate che potranno essere acquistate e potenziate guadagnando esperienza.
Durante i combattimenti dovremo alternare i nostri tre strumenti di morte in base ai nemici che affronteremo, il tutto schivando o parando gli attacchi degli avversari che proveranno a farci la pelle. Useremo la spada per ripristinare la nostra vita, gli artigli per distruggere le corazze e causare più danni e la frusta per avere un raggio d’attacco maggiore. Durante la lotta avremo a disposizione anche svariati oggetti consumabili, dalle fiaschette per ripristinare la salute a un medaglione in grado di trasformarci in drago e spazzare via ogni nemico presente su schermo. Su questo aspetto il lavoro dei programmatori è sicuramente riuscito, il tutto è molto fluido e c’è una grande quantità di azioni effettuabili per sopraffarre gli avversari in modi differenti.
La vera nota dolente sono le boss-fight, qui presenti in numero maggiore rispetto al primo LOS ma qualitativamente più povere. Tutti i boss hanno pochi pattern d’attacco che si somigliano tra loro, e in generale non offrono una grande sfida. In due occasioni dovremo anche effettuare una piccola fase stealth prima di affrontarli, davvero frustrante e in grado di spezzare la tensione come non mai.

Un grattacelo gotico
Anche per quanto riguarda la presentazione il lavoro fatto sembra diviso in due. Nell’ambientazione moderna vi ritroverete a visitare fabbriche dall’improbabile stile gotico e attraversare parcheggi realizzati alla buona e non vedrete l’ora di ritornare alle molto più rifinite sale del vostro castello oscuro. In generale constatiamo che anche sul lato artistico il potenziale c’era ma è andato sprecato, sarebbe stato meglio, per gli sviluppatori, restare su un terreno a loro familiare vista la poca cura delle aree metropolitane, tutte anonime e simili tra loro. Su PC il titolo si difende bene, con un aliasing molto meno evidente delle versioni per console, e texture di qualità superiore. I modelli dei personaggi sono buoni, ma avremmo preferito un numero maggiore di avversari da affrontare. Il sonoro è invece una garanzia, con un ottimo doppiaggio in inglese e le musiche composte nei famosi studi di Abbey Road a Londra (che hanno curato anche la colonna sonora dei vari Metal Gear).

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Stefano Gualandris

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