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Recensione DLC – Dark Souls II: Corona del Vecchio Re di Ferro

Dopo aver esplorato le inquietanti zigurrat sotterranee e aver affrontato le aberrazioni del Re Sommerso è il momento di cimentarsi con il secondo DLC di Dark Souls II, la Corona del Vecchio Re di Ferro. Il primo pacchetto scaricabile aveva il pregio di fornire un’ambientazione affascinante e un’esplorazione complessa grazie alla possibilità di interagire con l’ambiente creando nuove vie, il tutto accompagnato da una sfida di rilievo. Questa nuova espansione si presenta come un estensione del tanto amato Forte Ferreo di Dark Souls II, uno dei setting meglio riusciti del gioco originale. Basterà per essere all’altezza del contenuto precedente?

corona del vecchio re di ferro 1

Fuoco, fiamme e… cenere?
La ricerca della seconda corona parte, come anticipato, da un portale accessibile dopo aver sconfitto il Vecchio Re di Ferro stesso, proprio all’esterno del Forte Ferreo. Se nel DLC precedente il colpo d’occhio era notevole, qui è invece strabiliante: in pratica dopo due passi fuori da un ascensore vediamo il cielo aprirsi su un paesaggio vulcanico impressionate, dove sotto i nostri piedi vi è una distesa di cenere, e sullo sfondo alcune torri collegate a noi da una spessa catena di ferro. I ragazzi di From si sono certamente superati creando uno dei luoghi visivamente più piacevoli di tutto il gioco. La torre principale è ovviamente interamente esplorabile, strutturata su più livelli fino ad arrivare in profondità sotto il livello del suolo. Chiaramente non intendiamo svelare nulla riguardante la trama o l’aspetto dei boss, sappiate solo che i collegamenti con l’ambientazione e gli avversari affrontati a Forte Ferreo sono molti e li abbiamo apprezzati tutti. Questa nuova zona riesce ad essere ancora più labirintica della precedente, visto che all’interno della torre è facile perdersi, e una volta che saranno disponibili alcune scorciatoie e vari ascensori, mantenere il senso dell’orientamento sarà davvero un’ impresa. L’originalità la fa da padrone anche per le possibilità di interazione con lo scenario di gioco: potremo infatti spostare trappole infuocate con un colpo ben assestato e usarle per danneggiare i nostri avversari, o preparare ingegnosi agguati a mostri particolarmente coriacei facendo esplodere barili di polvere dopo averli attirati.

corona del vecchio re di ferro 2

Mazzate nella nebbia
Ancora una volta ci sentiamo di consigliare di raggiungere un livello intorno al 140 prima di affrontare questo DLC. I nemici infatti sono particolarmente pericolosi, sia per il danno esagerato che sono in grado di infliggere, sia perchè se non si sta abbastanza attenti sono posizionati in modo da creare situazioni di fuoco incrociato o assalti in massa contro il giocatore. La varietà di mostri da affrontare è come sempre lodevole, e abbiamo particolarmente apprezzato dei giganti estremamente lenti quanto pericolosi per via della lava bollente che spruzzano a caso dalle braccia durante gli attacchi. Se tutto questo non dovesse bastare, in alcune situazioni avremo a che fare con avversari potenziati con vari effetti, dalla resistenza aumentata alla rigenerazione della vita magari mentre dovremo scappare per non venire maledetti!
Mentre esploreremo le stanze della torre troveremo una buona quantità di oggetti utili oltre ai set di armature e alle armi forgiabili con le anime dei boss, tra cui molti anelli con poteri unici. Parlando ora proprio dei boss (sempre tre) c’è da dire che non rappresentano un ostacolo insormontabile e se siete dei giocatori neanche troppo esperti non dovreste avere troppi problemi ad abbatterli. Uno scontro in particolare è decisamente ridondante e sembra messo li giusto per raggiungere lo stesso numero di boss del DLC precedente… un peccato. Per finire, parlando della longevità siamo sempre in linea con quella del Re Sommerso, diciamo sulle 4-5 ore di gioco, qui forse qualcosina in più per via della complessità della torre, molto difficile da esplorare a fondo tenendo a mente le zone già visitate. 

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Stefano Gualandris

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