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RECENSIONE – DECEPTION 4 Blood Ties

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Avete avuto una brutta giornata al lavoro? Avete litigato con quel tizio che proprio non potete soffrire? Siete stati imbottigliati nel traffico sulla tangenziale per due ore e adesso avete voglia di ammazzare qualcuno? Cari amici, se è il sangue che volete, se in questo momento la vostra massima aspirazione è ammazzare qualcuno in modo piu’ sadico, doloroso e umiliante possibile , restate con noi perchè abbiamo qui proprio il gioco che fà per voi: Deception 4 disponibile per Playstation 3 e Playstation Vita.

UN PO’ DI STORIA

Keisuke Kikuchi è quell’eccentrico  game designer nipponico di Tecmo conosciuto per la serie horror di Fatal Frame, quella dove bisognava scattare le foto ai fantasmi, uscita qualche anno fà su X-box, PS2 e un capitolo anche su Wii. Quella meravigliosa serie tuttavia non è l’unica genialata uscita dalla scatola cranica di Kikuchi-san, ma già ai tempi della PSX se ne era venuto fuori con “Kagerò” che non è una dichiarazione di intenti dovuta a problemi intestinali , ma il titolo di un originale action-adventures-strategico che uscì nell’ormai lontanissimo 1996. Il titolo ebbe all’epoca un buon successo in Nippolandia tanto che ne uscirono due seguiti: uno ancora su PSX e uno su PS2. Tecmo oggi ci ripropone il quarto capitolo, che poi in realtà è proprio un remake del primo gioco programmato da Kikuchi.

IT’S A TRAP!

Messo doverosamente sul tavolo il CV del gioco, andiamo a vedere di cosa si tratta. Diciamo subito che per la versione italiana si è saggiamente optato per il titolo inglese, Deception, parola che significa “inganno”. Nel gioco impersoneremo nientemeno che Laegrinna, la figlia del demonio. Coadiuvata da tre demonesse dovrà sconfiggere i soldati e i mercenari o le mercenarie, che avranno l’ardire di andarla a sfidare nel suo castello. Chi stà pensando a combattimenti stylish alla “Bayonetta” o alla “Devil may cry” però si sta sbagliando di grosso. Qui la cosa è piu’ sottile: arriva il poveraccio armato di tutto punto con la sua bella armatura e il suo spadone. Entra nello stanzone del castello. Si mette in pausa il gioco e dovremo piazzare tre trappole per farlo a pezzi.

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Le trappole sono di tre tipi: “dal muro” tipo lame che escono dalla parete o asce pendolo gigantesche, “dal pavimento” tipo spuntoni acuminati a comparsa, o “umilianti” tipo una ramazza da darsi sulla faccia o la classica buccia di banana.”  I primi soldati che arrivano hanno un’intelligenza artificiale pari a quella di un moscerino e farli cadere in trappola è facile come dare le caramelle ai bambini. Poi via via si faranno piu’ sgamati e cominceranno ad arrivare anche in 3, 4 o 5 alla volta.

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l modi di uccidere questi poveretti sono centinaia e l’unico limite è la propria fantasia (perversione). Concatenare le combo dà un grado di esaltazione micidiale e se siete tra quei poveracci frustrati che sono morti migliaia di volte a Demon’s Soul qui è la vostra occasione di rivincita, perchè qui le parti si invertono. A uccidere siete voi e loro, i poveri stronzi.

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TECNICAMENTE PARLANDO

Graficamente il titolo sembra un remake in hd di un titolo PS2. Diciamo che la grafica non è, e non vuole essere il punto forte del gioco. Tuttavia i personaggi sono disegnati molto bene, in tipico stile anime. I design dei livelli, del castello, dei cortili etc. è molto buono e programmato in modo eccellente. Gli effetti sonori ottimi, gli sventramenti dei corpi infatti sono resi alla perfezione. Fortunatamente l’importatore ha deciso di lasciare le voci originali in giapponese. Il “fortunatamente” è perchè le urla di dolore dei doppiatori giapponesi sono qualcosa di meraviglioso e difficilmente replicabile da altri esseri umani non provenienti dall’arcipelago nipponico. I sottotitoli sono in inglese e manca l’italiano. Ma una conoscenza elementare della lingua basta per andare avanti nel gioco.

BOMBERMAN

Prenderci la mano è questione di pochi minuti e poi piano piano si diventa sempre piu’ esperti di squartamenti e torture. Dopo solo un paio d’ore di gioco si diventa anche percchio svelti e il feeling di gioco cambia leggermente. Ci siamo resi conto che Deception fà pienamente e degnamente parte della scuola videoludica giapponese che sfornava nei primi anni 90 quei titoli puzzle-adventure su PC Engine e Super Famicom, tipo Bomberman, per chi si ricorda i primi anni 90. Si corre per questi corridoi piazzando trappole che poi con tempismo bisogna attivare e a volte si finisce per esserne vittima noi stessi. In effetti, tolta tutta la componente “gore”, il feeling di gioco ci ha per certi versi ricordato il vecchio capolavoro Hudson.

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Otosan Otaking

Otosan Otaking

1 Comment

  1. Anders Ge.
    8 aprile 2014 at 15:08 — Rispondi

    La serie Fatal Frame mi è sempre piaciuta, su Wii poi era ottimo poter usare il WiiMote con tutte le sue caratteristiche.
    Detto questao, però, non mi è mai sembrato un gioco imperdibile, anche se io non ne ho perso un capitolo, sia chiaro.
    Di Kagerò/Deception, invece ho giocato tutto solo il primo capitolo per PSX, in originale, ed un pezzo del secondo.
    Quando ho visto l’annuncio di questo remake “oversized” ero molto curioso e pare che non facessi male ad aspettarlo.
    Appena possibile (ah, questi negozianti che voglio sempre essere pagati…) lo prenderò.
    Penso per PS Vita, però.
    Così potrò giocarlo a letto, durante le mie notti insonni.

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