GiochiPlaystationPS4RecensioniVideogiochiXBOXXBox One

Recensione – Diablo III: Ultimate Evil Edition

Disclamer – La versione per PS4 di questo gioco è stata la mia prima volta con questo titolo, quindi il giudizio non è basato su precedenti esperienze su PC.

Era il lontano 1996 quando per la prima volta la città di Tristram veniva invasa dalle forze demoniache. In quel momento arrivò un eroe leggendario che, per sconfiggere questo male, si ritrovò a dover percorrere lunghi labirinti di una cattedrale piena di mostri, per finire all’inferno, dove riesce ad affrontare e sconfiggere Diablo stesso, ma solo a costo del proprio sacrifico.

Dopo 4 anni (nel 2000) grazie all’uscita di Diablo II, purtroppo si scopre che Diablo col tempo è riuscito a corrompere l’integrità dell’eroe, permettendogli di tornare nel mondo reale. Qui un nuovo e coraggioso eroe arriva per risolvere la situazione. Si ritorna nuovamente a Tristram così da poter liberare Cain, per poi cominciare la propria avventura, che ci farà viaggiare tra foreste e montagne, fino a sconfiggere nuovamente non solo Diablo, ma anche i suoi fratelli.

Finalmente arriviamo nel 2012, dove in Diablo III, un nuovo eroe dovrà tornare a “Nuova Tristram” (perché quella vecchia non bastava) per investigare su una stella cadente che si è schiantata sulla cattedrale (la stessa del primo episodio), così da cominciare la nostra avventura che avrà lo scopo di fermare il male che sta per invadere il mondo. [Non vado avanti per non elargire spoiler gratuiti].

diablo_III_ultimate_evil_edition_review_post_004

Il motivo di questo tentativo di introduzione è per far capire come la storia di questo terzo capitolo sia estremante legata ai capitoli precedenti e quindi complicata. Fin da subito infatti i giocatori attenti (e con grande memoria, visti gli anni passati tra i vari episodi) troveranno lungo tutto il gioco molte referenze ai capitoli precedenti, molto spesso superficiali, ma che possono risultare importanti per capire fino in fondo un mondo così vasto che ha fatto nascere una propria linea letteraria.

Purtroppo anche se la saga si è evoluta nel tempo, riuscendo ad aggiungere elementi sempre nuovi al filone principale della storia che poteva risultare ripetitiva, questo non può essere detto per il suo Gameplay, che in 16 anni di saga, non si è evoluto un granché. Fin dal primo capitolo, una delle caratteristiche principali di Diablo è stata la prospettiva isometrica del campo di battaglia, che permetteva al giocatore di vedere e comandare il proprio eroe dall’alto, avendo sempre un pieno controllo del campo di battaglia… che era stato studiato anche per andare incontro ai computer che allora non avevano una potenza di calcolo elevata.

In Diablo III troviamo la stessa identica visualizzazione, a cui ci siamo abituati, aggiungendo però dei modellini 3D dei personaggi, rendendoli così più reali ed una grafica più curata (come gli sfondi molto pittorici) che ci permette di immedesimarci in modo più concreto negli schermi. Ma se togliamo queste migliorie, non possiamo dire che ci siano stati cambiamenti. Infatti la soggettiva è sempre fissa, la telecamera non si può ruotare ed il giocatore non può durante il gioco modificare l’inquadratura per poter ottenere un vero vantaggio competitivo contro i propri avversari.

Altro punto su cui voglio focalizzarmi (sempre sul gameplay), è sul modo in cui si agisce con l’ambiente. Anche in questo caso Blizzad ha deciso di essere conservativa, mantenendo immutato lo stile di gioco. Il nostro personaggio infatti, nel 90% dei casi, non farà altro che dare mazzate a chiunque si presenti davanti, fino a genocidio completo o sblocco della missione successiva. Riducendo spesso il gioco ad un ciclo di: uccidi, guadagna esperienza, uccidi ancora… l’aggiunta di missioni secondarie diverse dal tradizionale avrebbe dato al gioco un nuovo estro, che avrebbe potuto anche sfruttare la potenza delle console Next-Gen.

diablo_III_ultimate_evil_edition_review_post_005

Come fa questo gioco ad essere così longevo? Come detto in precedenza, uno dei punti di forza è la storia, che è molto densa di elementi e che si rivela man mano che andiamo avanti nei vari capitoli, tanto che questo gioco può concedere almeno 30 ore di gioco, che possono diventare anche 40 se si vuole fare tutto per bene. Altro fattore che meglio spinge il giocatore a giocare a questo gioco, sono gli stessi che troviamo in World of Warcraft, ossia la smania del giocatore di combattere per ottenere: XP (sia single che multiplayer), così da sbloccare abilità uniche, armi/oggetti sempre più potenti, tutto con lo scopo di creare il guerriero definitivo… che credeteci o meno… serviranno molte ore ed attente valutazioni e confronti su talismani o spade, per decretare quale sia il migliore per le nostre esigenze.

Ultimo punto, è il fatto che il gioco sia stato semplificato fin troppo in alcuni punti rispetto ai capitoli precedenti. Il più importante tra tutti è il fatto che l’inventario (almeno nella versione console) è cambiato moltissimo, infatti in passato ne avevamo uno ridotto che dovevamo riempire in modo molto attento, così sia da sfruttare ogni singolo buco, ma anche capire il giusto bilanciamento in base alle battaglie che saremo andati ad affrontare, invece adesso saremo in grado di portare tutte le pozioni di salute che vogliamo, non esistono più le pozioni di mana e l’inventario adesso si tara sul peso, perdendo quella difficoltà tattica che era una vera e propria sfida per il giocatore.

In conclusione, posso dire che considerando che la versione PS4 comprende sia il gioco originale che l’espansione, il prezzo mi sembra ragionevole e non eccessivo, soprattutto per il fatto che gli appassionati della saga potranno passarci veramente tantissime ore davanti. Lato negativo di questo gioco è il fatto che a parte il multiplayer (a cui ho avuto difficoltà ad accederci) e la grafica migliorata, il titolo non si è evoluto, volendosi mantenere sullo stesso stile dei capitoli precedenti.

Previous post

Destiny vende per 500 milioni di Dollari, ma non ha ancora coperto i costi

Next post

XBox in Giappone non convince

Edward Phoenix

Edward Phoenix

Padre, Marito, Markter e Fondatore di Gamers.it
Cresciuto a suon di FPS e Giochi di Strategia cerca sempre di trovare la qualità in tutte le cose che fa!

No Comment

Rispondi