GiochiNintendoRecensioniVideogiochiWiiU

Recensione – Duck Hunt

Lo aspettavamo, era nell’aria, lo avevamo capito quando è entrato nel roster ufficiale di Super Smash Bros. Finalmente il cane più impertinente di casa Nintendo è tornato, con tutte le sue amiche anatre a seguito, sulla Wii U Virtual Console. Reggerà bene dopo esattamente 30 anni?

Andiamo con ordine: Duck Hunt è il più semplice degli sparatutto, nel quale il giocatore puntando la pistola sullo schermo e sparando deve colpire le anatre che escono dall’erba, dieci per ogni livello e con colori e traiettorie diverse, avendo tre colpi ad anatra e cercando di sbagliare il meno possibile. Se si colpisce il numero minimo di anatre richieste si passa di livello. Chiaramente più il livello sale e più le anatre diventano veloci e imprevedibili.
Tre sono le tipologie di gioco a disposizione: il Game A che prevede un’anatra sola per volta da colpire, il Game B che ne prevede due alla volta e il Game C che cambia completamente setting e propone come obiettivo quello di colpire due piattelli che vengono sparati all’orizzonte.
L’opzione A è la classica e più conosciuta, nonché la più divertente in compagnia: si può collegare un altro Wiimote e un secondo giocatore può controllare l’anatra cercando di mettere i bastoni tra le ruote al cacciatore.
L’opzione B è quella per gli esperti, due anatre con le loro traiettorie specifiche creano una combinazione di gioco particolarmente impegnativa, specialmente nei livelli più alti.
La terza opzione di gioco è sicuramente la meno interessante, in primis perché la traiettoria di gioco è abbastanza prevedibile e a nulla serve disattivare il mirino a croce visualizzato sullo schermo per aumentare la difficoltà, in secondo luogo perché senza il cane e le anatre il gioco perde automaticamente il 90% del suo carisma.
Proprio il mirino a croce, che comunque rispetta la meccanica di gioco dell’originale scattando di pixel in pixel, è l’unica vera modifica (oltre alla ovvia impossibilità di usare la zapper originale a favore del Wiimote) rispetto al gioco di 30 anni fa, modifica peraltro necessaria viste le caratteristiche fisiche del wiimote. Come già detto il mirino può essere rimosso ma questo crea uno squilibrio troppo eccessivo nella difficoltà.
Nel complesso però il gioco è assolutamente fedele all’originale, nella meccanica, nel feel, nel gameplay e nello stile, questo significa che vi consigliamo caldamente di acquistarlo solo se ci avete già giocato quando eravate piccoli. Se invece cercate un gameplay più moderno o quantomeno sempre attuale, questo gioco non fa per voi.
Ma se ci avete già giocato, coraggio, come si può stare senza la risatina strafottente del cane di Duck Hunt?

Editor's Rating

Gameplay 95%
Carisma 90%
Longevità 80%
Grafica 70%
Sonoro 70%
Multiplayer 70%
Un grande classico per chi sa che cosa aspettarsi
79
spotify_playstation_featured
Previous post

Spotify approda su Playstation. Sinergie e Motivi.

nintendo_featured_background
Next post

Cosa ci dicono le Finanze di Nintendo sul suo futuro

Francesco Roggero

Francesco Roggero

No Comment

Rispondi