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Recensione – The Evil Within

The Evil Within è l’attesissimo ritorno di Shinji Mikami al survival-horror. Critici , addetti ai lavori e pubblico, aspettavano con curiosità il nuovo titolo del papà di Resident Evil, che avrebbe dovuto far evolvere il genere,  con una grafica next gen, e raggiungere un livello di terrore al quale nessun gamer era mai giunto prima. Ci è riuscito? Non proprio…

B-MOVIE
Diciamo subito che The Evil Within non se la cava male. C’è un po’ di Resident Evil, c’ è un po’ di Silent Hill, una spruzzata “qua” di Last of Us (il giochettino della bottiglia ed il crafting sono presi pari pari) una spruzzata “là” di Deadly Premonition (gli scompensi del protagonista). Insomma c’è, anzi ci sono, un bel po’ di cose già viste. Questo non è necessariamente un male, tuttavia non si può’ non avvertire una certa mancanza di un proprio stile, di una personalità che data la firma dell’autore, ci saremmo aspettati. Ed anche il protagonista del gioco, il detective Sebastian Castellanos, siamo pronti a scommettere, non entrerà nella storia videoludica, se non magari in qualche classifica dei “peggiori nomi dati a protagonisti di un videogioco”. (Ma rispetto a “Garcia Hotspur” dell’ultimo titolo – pensato insieme a Suda 51 – è gia un po’ meglio. Forse.)
The Evil Within, lungi dall’essere una produzione tripla A,  ha piuttosto  un’estetica da B-Movie della Hammer, o di qualche film a episodi della Amicus, affinità che la produzione ci esplicita nei fermi immagine, quando si mette in pausa il gioco , con un effetto pellicola rovinata, fine rullo del vecchio cinematografo. A livello grafico il titolo è assolutamente nella media, con dei buoni design di ambiente, molto dettagliati, con colori saturi, (che ci rimandano infatti al Technicolor della Hammer) e un character  design piuttosto mediocre (next-gen speaking).

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The Gameplay Within
La storia all’inizio totalmente spiazzante piano piano acquista (vagamente) un senso, ma non lo metteremmo nei punti di forza del titolo. Mikami carica il gioco di una fortisssima carica gore-horror, sparando fin da subito tutte le cartucce dei classici di genere. Il manicomio, il macellaio che affetta i cadaveri, corridoi asettici sgocciolanti, non morti che deambulano. Tutto questo orrore sbattuto di colpo “in your face ” tuttavia ha un effetto che sfocia fin da subito nel grottesco, smorzando la tensione del giocatore, manifestandogli  il suo essere un’opera di finzione. La giocabilita’ del titolo è buona. Se avete giocato a “Last of Us” e’ grosso modo la stessa cosa, ma un po ‘peggio. I movimenti di Castellanos sono un filo più legati e macchinosi di quelli di Joel, ma nel complesso può andare. La sezione “stealth” a volte fà cilecca e veniamo sgamati senza colpa. E immediatamente puniti con il game over. Il combattimento corpo a corpo è strutturato in modo che sia  impossibile chiuderlo senza subire danni. In un corpo a corpo, non importa quanto si picchi l’avversario, un paio di colpi -minimo- ce li beccheremo. In alcune fasi subentra un filo di frustrazione ma nel complesso la storia  il delirio porta il giocatore a proseguire l’avventura.

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The Sound Within
Il comparto sonoro del titolo e’ eccellente. I rumori, gli effetti audio rimandano ai classici j-horror, e sono quelli che probabilmente più delle immagini, in qualche momento ci fanno saltare sulla sedia. La colonna sonora fa egregiamente il suo dovere con musiche anni’70, solo vagamente accennate e sporcate con distorisioni e sovrapposizioni, donano al gioco una vera atmosfera horror-cinematografica.

Tricks or Threat?
In conclusione ci sentiamo di promuovere e consigliare questo titolo ai nostri lettori, a patto però di non aspettarsi il capolavoro. The Evil Within e’ un buon titolo, graficamente su uno standard PS3, che sarà senz’altro in grado di farvi aumentare un filino la sudorazione  oltre che  in qualche frangente, la voglia di ululare alla luna qualche improperio di quelli giusti. Gettando un occhio al calendario ci siamo accorti che tra poco sara Halloween, e The Enemy Within potrebbe costituire la serata ideale.

 

Editor's Rating

Gameplay 80%
Storia 80%
Carisma 75%
Longevita 75%
Grafica 85%
Sonoro 90%
80
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Otosan Otaking

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