3DsGiochiNintendoRecensioni

Recensione – Inazuma Eleven GO (3DS)

inazuma-eleven-go-trailer

Non possiamo negarlo: per Inazuma Eleven, come per molte altre perle provenienti dalla terra del Sol Levante, approdare nel nostro continente non è stato affatto semplice. Dopo il rilascio del primo capitolo, arrivato in Italia ad anni di distanza rispetto all’uscita in patria, però, la serie ha vissuto un incredibile boom di popolarità, complice anche la messa in onda dell’anime ad essa collegato. Ed è per questo motivo che per recuperare terreno sul Giappone ci siamo visti passare per le mani ben tre capitoli del brand curato da Level 5 in appena un anno, in quello che a conti fatti risulta essere un sunto perfetto di tutto ciò che non si dovrebbe fare, a livello di ditribuzione, con un brand del genere. Finalmente abbiamo fra le mani il primo capitolo di Inazuma Eleven sviluppato appositamente per la nuova portatile di Nintendo, ma il passaggio generazionale sarà sufficiente ad infondere nuova linfa vitale al brand e rendere questa stravagante saga di jRPG a sfondo calcistico ancora appetibile per il pubblico nostrano?

inazuma-2

Calcio, Cuore, Amore…

Il gioco si svolge 10 anni dopo gli eventi del precedente capitolo e ci presenta un mondo del calcio cambiato, logorato dal suo stesso successo. La vittoria dell‘Inazuma Japan al Football Frontier International ha trasformato quello che prima era un semplice gioco in qualcosa di più grande. La qualità ed i risultati della squadra di calcio di una scuola determinano il prestigio dell’istituto stesso, e come accade sempre in questi casi, la grande importanza raggiunta da questo sport ha generato un grande giro di affari e, soprattutto, ha contribuito a diffondere nei ragazzi la convinzione che tutto ciò che conta è il risultato e che l’unico modo per salvaguardare il proprio istituto sia quello di chinare la testa ed eseguire gli ordini, anche quando questi ti impongono di perdere deliberatamente una partita. Un’organizzazione denominata Quinto Settore ha ormai il controllo assoluto, ed ha imposto una regolamentazione assurda sul calcio con l’unico scopo di controllare tutti gli aspetti di questo gioco e renderlo fondamentalmente una farsa, una guerra politica travestita da attività sportiva; tutti coloro che intendono opporsi a questo sistema corrotto, sembrano destinati a fare una brutta fine.

Il gioco si apre quindi con delle premesse tutt’altro che idilliache, ma ben presto emergerà prepotente anche la classica “vena fanciullesca” che da sempre caratterizza la creatura di Level 5, perfettamente incarnata dal nuovo protagonista del franchise, Arion Sherwind, uno studente del primo anno che ha deciso di iscriversi alla Raimon per giocare nella sua squadra. Legato ai ricordi del bel calcio di una volta, Arion entrerà effettivamente a far parte della squadra, ma si troverà a fare i conti con un mondo ben diverso da come lo immaginava. Ed è proprio allora che fa capolino il canonico buonismo – tipico di queste produzioni – del protagonista sempre ottimista e dall’animo puro, ingenuo, pronto ad aiutare gli altri in ogni momento e convinto che, con l’impegno, tutto sia possibile. La trama che ci apprestiamo a vivere una volta iniziata questa avventura è, in sintesi, un agglomerato di tematiche molto più vicine a noi di quanto sembri, seppur estremizzate ed adeguate all’ormai standardizzato canone “sopra le righe” tipico della serie e, più in generale, di tutti gli RPG provenienti dalla terra del Sol Levante. La storia di Inazuma Eleven GO potrebbe anche essere considerata una riproduzione in piccola scala della nostra società, di cui attacca senza troppi giri di parole la corruzione, rappresentata dal Quinto Settore ed osteggiata con forza e determinazione “dai buoni”, in una semplificazione tanto estrema quanto efficace – seppur condita di tanto in tanto da banalità e retorica spicciola – di tematiche assai complesse che, a conti fatti, funziona e svolge il suo compito in modo più che sufficiente.

28937314_inazuma-eleven-go-annunciata-la-data-uscita-delle-versioni-light-shadow-0

Squadra che vince non si cambia

A livello di meccaniche il gioco è rimasto fondamentalmente lo stesso, con alcune evidenti migliorie nella forma e poche nella sostanza. Il gioco si presenta ancora una volta come un RPG – con tanto di equip, livelli e statistiche – in cui i combattimenti sono sostituiti dalle partite di calcio. Ovviamente è rimasta inalterata anche la natura sopra le righe delle varie tecniche speciali, alcune delle quali – per non dire tutte – sono davvero fuori di testa per “un gioco di calcio”. Come se non bastasse, a rendere il tutto ancora più spettacolare e, passatemi il termine, un po’ esagerato, ci si mette l’unica grande novità a livello di gameplay di questo capitolo: la possibilità di evocare gli Spiriti Guerrieri. Avete capito bene, ho detto “evocare”, perché questa nuova meccanica prevede proprio l’utilizzo di alcuni spiriti evocabili dai singoli giocatori che rappresentano una manifestazione dell’energia spirituale di un calciatore. Per ogni incontro potremo utilizzare fino a tre spiriti diversi, ciascuno dei quali garantirà significativi boost alle statistiche del giocatore e gli fornirà tecniche segrete aggiuntive.

Un’altra idea, potenzialmente buona ma a tratti implementata male, è quella delle missioni, che dovremo svolgere obbligatoriamente durante alcune delle partite principali della storia. Queste missioni sono spesso piuttosto ripetitive e costringono il giocatore in una struttura troppo limitante che rischia inevitabilmente di soffocarne il divertimento frammentando il gioco. Alcune delle missioni che ci troveremo ad affrontare durante le partite consistono nel raggiungere palla al piede un punto X con il giocatore Y, oppure, molto più semplicemente, oltrepassare palla al piede la 3/4 di campo con qualsiasi giocatore. Nonostante questa struttura appaia un po’ rigida, fornisce l’espediente perfetto per elaborare le missioni in modo più funzionale alla trama, dando origine ad una gran quantità di scene di intermezzo in grado di simulare in modo eccellente la tensione e contestualizzare al meglio le partite.

inazuma-eleven-go-2

Quando non saremo impegnati a calciare palloni infuocati o fare dei dribbling ai limiti dell’impossibile, il gioco ci permetterà di esplorare la città in cerca di nuove sfide per arruolare nuovi giocatori da inserire nella nostra squadra, di postazioni di allenamento nelle quali spendere i nostri “punti passione” per migliorare determinate caratteristiche dei nostri giocatori, oppure dell’NPC con cui parlare per andare avanti nella storia principale. Le fasi di esplorazione risultano ora molto meno frammentate grazie alla rimozione degli incontri casuali, che tendevano a stancare velocemente in un gioco del genere. Se volete fare esperienza, salire di livello oppure reclutare nuovi giocatori, quindi, dovrete necessariamente andare voi a cercare i vostri sfidanti, in un meccanismo che, considerando la natura del titolo, funziona molto meglio rispetto a quello passato. I giocatori da reclutare sono tantissimi, riproponendo, seppur con un peso minore, l’effetto collezionismo visto nei giochi dei Pokémon. Anche le differenze fra le due versioni – Ombra e Luce – sono rintracciabili principalmente nella presenza di alcuni giocatori esclusivi nell’una o nell’altra versione, oltre che in alcune quest secondarie ed una manciata di tecniche segrete diverse.

Una delle problematiche più evidenti riguarda però il ritmo della narrazione e come questa si intromette prepotentemente nelle fasi esplorative sopracitate, creando a volte un senso di frustrazione piuttosto fastidioso dovuto alla brevità delle singole sezioni giocate prima dell’ennessima scena scriptata. Soprattutto nelle prime fasi di gioco la necessità di introdurci alla storia e di guidare il giocatore ci porta spesso, dopo una scena animata, ad attraversare semplicemente una strada e parlare con un personaggio per far partire, dopo neanche 10 secondi di gioco “attivo”, l’ennesima scena piena di dialoghi. Se questa è una cosa piuttosto comune – sempre nelle prime ore di gioco – alla maggior parte degli RPG, dobbiamo tener conto del fatto che qui manca tutta la parte esplorativa più intrigante tipica di altri esponenti più classici del genere – che solitamente ci si apre davanti andando avanti nel gioco – legata a dungeon e quant’altro.

Se vi aspettavate grandi innovazioni insomma siete completamente fuori strada, ma un gameplay solido come quello di Inazuma Eleven per il momento non sembra necessitare di chissà quali stravolgimenti per continuare a divertire ed eccellere nel proprio genere.

inazuma_go_07_jpg_1400x0_q85

Arte in miniatura

Dal punto di vista tecnico, il lavoro svolto da Level 5 è magistrale, considerata la potenza limitata della console portatile su cui gira il titolo. Il gioco è completamente in 3D ed offre una pulizia ed una qualità grafica mai vista prima su 3DS. Le ambientazioni, anch’esse completamente poligonali, sono in realtà piuttosto semplici, ma forniscono un colpo d’occhio davvero notevole e – quasi – privo di quel fastidioso aliasing che solitamente infesta la maggior parte delle produzioni per la portatile di Nintendo. Nonostante questo sia un titolo del 2011 – anno in cui questo Inazuma Eleven GO è uscito sul territorio giapponese – presenta un comparto tecnico ancora oggi di tutto rispetto, impreziosito dall’ottimo cel shading con cui sono realizzati i personaggi e da scene di intermezzo in stile anime di pregevolissima fattura. Il gioco è inoltre completamente in italiano, con una localizzazione davvero ben fatta.

In conclusione, Inazuma Eleven GO è senza ombra di dubbio il migliore Inazuma Eleven di sempre. Non innova particolarmente, ma arricchisce il consolidato gameplay della serie con – poche – trovate nuove e qualche ritocco a ciò che nei capitoli presenti non funzionava al meglio. Se a questo aggiungiamo una trama solida ed appassionante – nonostante alcune cadute di stile con dialoghi stucchevoli “sull’anima del calcio” ed altre banalità simili – il risultato è un gioco piacevole, bello da vedere, ben fatto e longevo, visto che potrà tenervi impegnati per più di 30 ore.

Previous post

Watch Dogs REAL ULTRA Mod - PC

Next post

League of Legends eSports: Lcs Europa

Edward Phoenix

Edward Phoenix

Padre, Marito, Markter e Fondatore di Gamers.it
Cresciuto a suon di FPS e Giochi di Strategia cerca sempre di trovare la qualità in tutte le cose che fa!

No Comment

Rispondi