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Recensione – MotoGP 14

FACCIAMO UN BRIEFING CON MILANO.

Fu nel 1994, esattamente 20 anni fa, che Antonio Farina diede i natali alla “Graffiti”, quella che ora è la software house italiana per eccellenza e conosciuta come “Milestone”. La casa lombarda si è specializzata negli anni in giochi di guida, evolvendosi da driving games prettamente arcade a titoli che riuscissero a trasmettere sempre maggior realismo. La serie “Superbike” è senza dubbio stata il loro più celebre franchise, di cui si sono resi autori di ben 9 capitoli. Nel 2006, Milestone, fu artefice del gioco ufficiale della MotoGP pubblicato da Capcom, che però non riscosse i favori del pubblico, colpevole di un gameplay acerbo e una fisica non all’altezza. Dallo scorso anno i ragazzi milanesi sono tornati alla carica con la rinnovata licenza MotoGP, di cui ci troviamo a recensire la nuova incarnazione su PS4.

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PENSA SE NON CI AVESSI PROVATO…

Partiamo subito dal gameplay. Il lavoro di messa a punto svolto sulla base del precedente capitolo è tanto sottile quanto evidente. Il bilanciamento tra arcade e simulazione è stato affinato, rendendo più semplice la gestione della moto nonostante non ci siano stati stravolgimenti nella fisica. La moto risulta più prevedibile nei movimenti, con perdite di aderenza progressive che avvertono il giocatore quando sta dando troppo gas in piega, risparmiandogli di schizzare in aria in pieno highside. Questo non vuol dire che non sia necessario prestare attenzione, il gas va sempre parzializzato e grazie ai grilletti analogici del pad PS4 il compito risulta sicuramente più facile che sulla versione PS3. E’ inoltre possibile scegliere diversi livelli di realismo a seconda delle proprie capacità tra “standard“, “semi-pro” e “pro” e gestire il traction control in tempo reale scegliendo in qualsiasi momento della gara se renderlo più o meno invasivo. La resa del traction control è fondamentale per il controllo del mezzo ed è interessante notare come la sua influenza differisca a seconda della classe in cui si sta gareggiando. Su una Moto3 il TCS può essere anche tenuto al minimo, le basse potenze di questa categoria possono infatti essere gestite senza troppi aiuti elettronici ma con un po’ di accortezza. In Moto2 può essere necessario un settaggio medio per iniziare ad aprire forte appena superato il punto di corda, sempre facendo attenzione a dosare la potenza per non essere disarcionati. In MotoGP anche con il TCS più invasivo il rischio highside è sempre dietro l’angolo, gestire i cavalli a disposizione sarà una sfida con qualsiasi settaggio. Per padroneggiare al meglio la vostra belva dovrete sfruttare la parte gommata della pista, uscire di traiettoria vi trasmetterà immediatamente una sensazione di instabilità e nel caso vi dovesse capitare di scivolare… niente paura, è presente l’ormai classica opzione di riavvolgimento per rimediare all’errore (feature inventata proprio da Milestone con “S.C.A.R. Squadra Corse Alfa Romeo” e poi ripresa in diversi famosi titoli).

OCCHIO AL RIQUADRINO…STOP & GO PER NOI!

MotoGP 14 regala agli appassionati un pacchetto completo delle gare prototipi grazie a numerose modalità. Oltre alle classiche “Gara istantanea” e “ Gran premio”, che ci permettono rispettivamente di buttarci in una gara a caso e di poter disputare un GP su una particolare pista scelta dal giocatore col pilota che preferisce, troviamo la Carriera , i Momenti reali 2013 e la Sfida ai Campioni. La carriera ci vede esordire come pilota Moto3 per scalare i ranghi, salire di classe stipulando nuovi contratti ed elaborando la nostra moto con test che ci permettono di ottenere pacchetti di sviluppo. Nella modalità “momenti reali” potremo rivivere i punti salienti del campionato 2013, ripercorrendo le gesta dei piloti o provando a cambiare la storia. La difficoltà di queste sfide è abbastanza alta, e già a livello medio sarà difficile completarle al primo tentativo, ma la soddisfazione in caso di successo è assicurata. In “sfida ai campioni” ci ritroveremo nei panni di stelle del passato tra cui Loris Capirossi, Max Biaggi, Gary McCoy, Wayne Rainey e Kevin Schwantz per inscenare epiche battaglie a suon di gas con obiettivi che cambieranno a seconda della sfida. E’ inoltre da segnalare la modalità “safety car” che ci permette di guidare la BMW M4 dell’apripista in una sorta di time attack con classifica online. Purtroppo la guida risulta estremamente legnosa e la modalità stessa non regala nulla di più al gioco. In qualunque sezione decidiate di giocare guadagnerete dei punti esperienza che permetteranno di sbloccare nuovi caschi, foto, video e personaggi leggendari da utilizzare in multiplayer.

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MANNAGGIA…MANNAGGIA…

Dal punto di vista tecnico MotoGP 14 non fa certo gridare al miracolo. Anche su PS4 la resa visiva non è all’altezza di quello che ci si aspetterebbe dalla next (current) gen. Le texture sono accettabili e le moto riprodotte con cura, belli i modelli dei piloti , soprattutto quando dopo la vittoria esultano a parco chiuso, ma c’è sempre qualcosa che non convince. Le piste sembrano poco curate, scarne, soprattutto se paragonate alle stesse presenti in altri giochi. Gli elementi a bordo pista sono pochi e resi approssimativamente, i quattro ciuffetti d’erba su texture piatta verde sono da dimenticare.  Si nota un leggero ma fastidioso aliasing e i 30 fps anche su PS4 ,considerando la resa complessiva, sembrano un po’ pochi. L’audio ha una sua dignità e il tipico effetto “zanzarone” dei motori a cui siamo abituati è meno marcato. Scompare Guido Meda al commento pre e post gara e subentra il buon Mauro Sanchini, anche se non si può che rimpiangere la telecronaca completa durante la gara come nei vecchi Superbike dal 99 al 2001 ad opera di Di Pillo, che regalava realismo e immergeva il giocatore nella giusta atmosfera. I settaggi alla moto sono applicabili in maniera molto semplice, rispondendo alle domande poste dal tecnico, ma  senza permettere al giocatore di effettuare reali regolazioni. Gli effetti delle modifiche sono inoltre marginali, a volte difficili da percepire. Sarebbe stato interessante introdurre nelle fasi iniziali del gioco alcuni dei tipici problemi di assetto, come il chattering, da poter risolvere con l’aiuto dei tecnici che, dando consigli al giocatore, lasciano i cambiamenti del setup nelle nostre mani. Scarso il comparto di personalizzazione del pilota, soprattutto a causa degli ormai classici volti tra cui il giocatore è costretto a scegliere.

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POLLERIA DA OSVALDO

Con MotoGP 14 la serie si sta muovendo nella giusta direzione, evolvendosi e facendo tesoro del precedente capitolo coprendone in parte le lacune. La varietà e la quantità di modalità sono in grado di impegnare il giocatore per diverso tempo, appagandolo per gli sforzi profusi nel padroneggiare i segreti dei prototipi. Quello che ancora manca è il senso di coinvolgimento e un comparto tecnico all’altezza che faccia giustizia a una licenza importante come la MotoGP.

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Andrea DiGiovanni

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