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Recensione – Plants vs Zombies: Garden Warfare

Nel maggio del 2009 gli sviluppatori PopCap Games ebbero la geniale idea di mettere come acerrimi nemici degli ormai classici zombie non degli uomini, bensì delle “comuni” piante. Nacque così Plants vs Zombies.
Grazie a una fama sempre più crescente arrivò, oltre che su pc, anche su mobile e console ritagliandosi in breve un posto di riguardo nella categoria dei tower defense.
Non fu quindi una sopresa quando venne annunciato allo scorso E3 un adattamento per la next-gen di questo titolo. Questo è quello che direi se non ci fossero state particolari novità. Invece quei pazzi (o geni?) della PopCap sbalordirono tutti presentando non più un sempice tower defense, bensì un bizzarro sparatutto frenetico e coloratissimo pronto a dar guerra ai Call of Duty e Battlefield che dominano ormai questo genere.
Che siate amanti delle cervella oppure degli incalliti pollici verdi, preparatevi a buttarvi nel pieno dell’azione in questo Plants vs Zombies: Garden Warfare!

Carnivori o vegetariani?
Durante le sessioni di gioco avremo modo di prendere le parti sia degli affamati e poco svegli zombie che delle agguerrite piante.
Come in ogni sparatutto avremo a disposizione delle classi tra cui scegliere prima di buttarci nella mischia, niente di particolare fin qui. La vera novità sta nel sistema di differenziazione e bilanciamento delle classi pensato dagli sviluppatori. Per ogni fazione infatti avremo la possibilità di scegliere fra quattro unità rese a loro modo uniche grazie a delle abilità che le caratterizzano. In questo modo giocando nei panni delle piante avremo delle classi diverse da quelle che potremo trovare negli zombie e viceversa.
Per fare un esempio pratico prendiamo le due classi più resistenti del gioco. Dalla parte delle piante avremo il “Chomper”, una pianta carnivora che attacca esclusivamente corpo a corpo e con la particolare abilità di uccidere all’istante il proprio nemico sbucandogli alle spalle dal terreno. Da quella degli zombie avremo invece “l’All-Star”, un giocatore di football che crivellerà il nemico con il suo gatling spara-palle e avrà l’abilità di piazzare protezioni per i compagni e di caricare il nemico.
Essendoci tanti ruoli diversi vi chiederete com’è possibile che non ce ne siano alcuni più forti di altri. Il team di sviluppo ha cercato di bilanciare al meglio tutte le classi facendo in modo che non ce ne fosse una nettamente più forte dell’altra. Proposito riuscito solo in parte dato che abbiamo notato fin da subito la superiorità delle piante per via del “Chomper”.
In ogni caso questo vantaggio si noterà di meno se nel team degli zombie ci sarà un buon lavoro di squadra.
Altra nota interessante risiede nell’utilizzo dei punti che otterrete al termine di ogni partita. Con questi potrete comprare, accedendo al negozio del gioco, delle bustine in cui troverete vari oggetti. Potrete ottenere elementi per personalizzare le vostre unità preferite rendendole ancora più uniche, oggetti come zombie o piante da poter utilizzare in alcune modalità di gioco ed infine, cosa più interessante, delle figurine. Grazie a queste avrete modo di sbloccare dei bonus aggiuntivi (ottenibili solo al completamento del set) acquisendo una sorta di upgrade che potrete applicare alle vostre unità, andando a variare ulteriormente le potenzialità di queste ultime con combo uniche e particolari.

Il mio giardino non si tocca!
Per quanto riguarda le modalità disponibili non abbiamo trovato particolari novità.
Avremo il classico “deathmatch a squadre”, una sorta di “conquista e difendi” ed infine la modalità “sopravvivenza”.
Nella prima le due fazioni dovranno riuscire ad uccidere 50 nemici cercando, quando possibile, di togliere punti alla squadra avversaria resuscitando i compagni caduti e negando così l’uccisione. Nulla di particolarmente nuovo, molto frenetica come ci si aspetta da una modalità del genere. Una nota di merito va ai livelli giocabili, molto ben caratterizzati e che offrono varie strade, sfruttabili al meglio a seconda della classe scelta, per riuscire a raggiungere i punti “caldi” oppure per fuggire da morte certa.
Nella seconda, denominata “Gardens and Graveyards”, ad alternanza vestiremo i panni di entrambe le fazioni.
In quelli degli zombie dovremo, entro il tempo stabilito, conquistare una zona contrassegnata eliminando ogni avversario e, a discapito del giocatore, si potranno utilizzare anche delle unità consumabili guidate dall’I.A e ottenibili tramite le famose bustine. Quando andremo ad impersonare le piante dovremo, sempre nel tempo stabilito, difendere il nostro adorato giardino eliminando ogni minaccia zombie e anche qui si potranno utilizzare piantine extra guidate dall’IA per difendere i punti strategici della mappa.
Qui abbiamo trovato il cuore di questo titolo, in quanto si da vero sfoggio del gameplay e soprattutto dell’importanza del gioco di squadra, senza il quale difficilmente si potrà portare a termine il proprio obiettivo.
Infine la terza modalità disponibile consiste in una coop survival giocabile sia in locale che online. Qui nei panni delle piante dovremo, insieme ai nostri compagni, difendere l’amato giardino da numerose ondate zombie che, col tempo, diverranno sempre più numerose e potenti. Potremo aiutarci, ancora una volta, con le piante consumabili delle bustine e dovremo cercare di resistere il più a lungo possibile.
Questa è sempre molto divertente da giocare in locale insieme ad un amico, e, per nostra gradita sopresa, abbiamo trovato dopo tanto tempo un ottimo utilizzo dello split-screen, cosa ormai assai rara di questi tempi nella maggior parte degli sparatutto.

Una promessa da mantenere
Sotto l’aspetto grafico non abbiamo nulla da ridire, ben fatta, piacevole, davvero carismatica e ricca di colori. Anche sotto il lato tecnico abbiamo trovato pochissimi difetti e in ogni caso nulla che vada ad influire negativamente sul gameplay.
Attualmente l’unica vera pecca che ci sentiamo di riportare riguarda le poche modalità a disposizione, vero fulcro per un titolo prettamente online come questo. A tal riguardo però il team di sviluppo ha subito fatto un annuncio in cui ha promesso, letteralmente, il rilascio nel tempo di ulteriori modalità, livelli e oggetti per la personalizzazione, il tutto tramite dlc completamente gratuiti. Certo a parole sono buoni tutti, ma noi in fondo vogliamo davvero crederci, dato che in tal caso ci troveremmo di fronte ad un titolo dalle ottime potenzialità ancora non svelate. Una vera e propria “promessa” per il futuro insomma.

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