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Recensione – Call of Duty: Ghosts

Questo titolo é sicuramente uno dei più attesi di questo periodo, sia perché é uno dei titoli che permetteranno di fare un confronto tra Old e Next Gen, sia perché ha il dovere di ridare lustro ad una serie che ha creato uno standard (e detiene una leadership), ma che sotto alcuni aspetti non è riuscita a mantenere le promesse fatte.

Un mondo in rovina
Quest’ultimo capitolo della serie ci trasporta in una realtà alternativa (anche se non così troppo improbabile), ambientata nel periodo attuale, dove gli USA sono stati attaccati (con le proprie armi) da una confederazione Sud-America, portandoli sull’orlo del collasso ed alla sconfitta totale. Il compito di preservare questa nazione diventata debolissima, sara’ dato per l’appunto un gruppo di soldati scelti di élite,  i Ghost, che saranno mandati in missioni al limite dell’impossibile per poter sconfiggere un nemico insidioso e diventato troppo potente.

Soldati sempre più duri, ma brevi
Non so per quale motivo, ma ogni volta che rilasciano un nuovo CoD, i personaggi che dovremmo impersonare sono ogni volta più duri dei precedenti, ma qui sorge un primo pensiero, infatti questi Ghosts per quanto si impegnino, non potranno mai essere più carismatici e duri del mitico Capitano Price (di Modern Warfare 2 e 3), ma solo dei degni contendenti.

Se tralasciamo questo aspetto, la storia in se è piena di colpi di scena e di ottime iniziative, che danno la possibilità al giocatore di poter vivere diverse avventure usando tecnologie e stili di gioco diversi, che sono in grado di prolungare la longevità stessa del gioco aumentando la voglia di giocare e di esplorare. Purtroppo quello che compromette questo aspetto è la longevità stessa, dove tutta la voglia di scoprire cose nuove, viene castrata da una campagna single-player che può essere finita tranquillamente in due serate di gioco (circa 8 ore totali). L’impressione generale infatti e’ stata quella di una storia solida, costruita lentamente che ad un certo punto deve correre per raggiungere a tutti i costi un epilogo, facendoci raggiungere l’ultima missione troppo velocemente.

Uno sguardo ai dettagli
Come detto in precedenza questo titolo e’ stato un benchmark sulle vere potenzialità della nuova generazione di console, che avendo una maggior potenza di calcolo, hanno la forza per dare una miglior esperienza di gioco. Non siamo stati in grado di provare il gioco nelle sue varie versioni, ma si può dire che tecnicamente questo titolo ha tutte le carte in regola per stupire. Infatti possiamo vedere che dal punto di vista degli effetti grafici, questo gioco e’ stato ben curato sopratutto nell’ambientazione e nel modo in cui le varie città sono state costruite e rappresentate. Infatti una delle cose che mi ha impressionato di più sono state le ambientazioni, infatti gli sviluppatori sono riusciti a ricreare, città quali Las Vegas, Los Angeles e San Diego, all’interno delle quali potremo trovare la loro architettura particolare ed alcuni punti di riferimento, rielaborate in base al corso della storia. Una delle cose che mi sono piaciute di più infatti e’ stato il vedere in che modo sono riusciti a ricreare la desolazione e la distruzione di questi luoghi, non lasciando veramente poco al caso.

Altro aspetto che vivremo all’interno di queste location, saranno i personaggi, realizzati molto bene dal punto di vista grafico e che come sempre presentano dei movimenti molto naturali nelle loro azioni, che riesce a darci l’impressione che quello che stiamo combattendo non e’ un esercito di cloni. L’intelligenza di questi antagonisti e’ migliorata, ma segue comunque alcuni schemi dati dall’avvenuta e dall’ambientazione, mancando molto di improvvisazione, caratteristica che ci permette di capire in che modo affrontare i vari schemi e superare ogni situazione per quanto critica possa sembrare.

Giochiamo insieme?
Probabilmente nel seguire con troppa energia le nuove tendenze di mercato ed i vari successi del loro competitor principale, Battlefield 4, questo gioco punta molto (a mio avviso all’80%) sul concetto del multiplayer. Per alcuni versi infatti, sembra quasi che i produttori abbiano investito molte piu risorse nel multiplayer, tanto da dare l’impressione che il single player non sia altro che un (bel) tutorial dell’esperienza online.  Questa modalità e’ molto vasta e complessa nelle sue potenzialità e si divide in due parti principali, che si svilupperanno entrambe attraverso i vari DLC, che sono un classico Multiplayer a squadre e la modalita Extintion che sostituisce la campagna Zombie.

Nel multiplayer, mentre giocheremo guadagneremo dei punti, che saremo in grado di spendere per potenziare il nostro alter-ego, cosi da poter comprare diversi set di armamenti che possano rispecchiare il nostro stile di gioco e ad utilizzare all’interno delle varie mappe. Nello specifico i punti potranno essere utilizzati per comprare armi, potenziamenti, e nuove caratteristiche per il nostro personaggio, dandoci in questo modo un vero vantaggio competitivo nelle varie battaglie.

La modalità Extinction invece e’ secondo me la modalità cooperativa per eccellenza, infatti ci ritroveremo con un manipolo di soldati a dover combattere alcuni alieni, distruggendo i vari alveari, cosi da poter piantare una bomba per distruggere un loro luogo strategico. Man mano che andremo avanti, il nostro livello aumenterà permettendoci di ottenere abilita’ speciali, che saranno di supporto a tutto il gruppo, caratteristiche che dovremmo ben bilanciare con quelle degli altri giocatori.

 

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Edward Phoenix

Edward Phoenix

Padre, Marito, Markter e Fondatore di Gamers.it
Cresciuto a suon di FPS e Giochi di Strategia cerca sempre di trovare la qualità in tutte le cose che fa!

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