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Recensione – Smite

In un’era in cui i giochi Free to Play spopolano, gli Hi-Rez Studios hanno deciso di buttarsi nella mischia con un titolo innovativo. Immaginate di avere il controllo di divinità, creature mitologiche ed eroi leggendari di cui fino ad oggi avete solo potuto leggere nei libri e nei racconti e immaginate cosa accadrebbe se si scontrassero tra loro. Ebbene ora tutto questo è realtà.
Domani 25 Marzo Smite, progetto nato nel 2010 ed entrato in open beta nel 2013, intraprenderà una difficile scalata nella categoria dei Moba, degna delle fatiche di Ercole!

Un controllo “divino”
Smite rientra nella categoria dei Moba (multiplayer online battle arena), tuttavia il titolo si presenta con delle innovazioni fuori dagli schemi classici del genere, rivelando essere qualcosa di totalmente differente. Il punto forte risiede nel sistema di controllo dei “campioni”.

Attraverso una visuale in terza persona, dovremo controllare ogni singolo movimento della nostra divinità, tramite dei tasti preimpostati sulla tastiera, avendo quindi un maggior controllo e di conseguenza una miglior reazione, che ci garantirà la possibilità di evitare oltre che le mosse speciali dei nostri avversari, anche i semplici auto-attack. Anche il sistema di attacco offre delle novità. Nel caso volessimo attaccare l’avversario, oppure si voglia dare il colpo di grazia a un minion, non avremo modo di “targhettare” il bersaglio direttamente, dovremo anzi prendere noi stessi la mira spostando la visuale, tramite il semplice movimento del mouse, e colpire. Cosa non molto semplice soprattutto all’inizio, dato che uno spostamento eccessivo comporterebbe mancare il bersaglio e nel caso peggiore lasciarci scoperti agli avversari.
Tutti questi elementi creano all’interno del genere una nota “action” particolare e al contempo molto interessante, portando a un livello del tutto differente la strategia che il giocatore dovrà adottare per giungere alla vittoria.

Il mio Dio è più grande!
Come detto all’inizio, Smite ci offre la possibilità di controllare esseri leggendari. Attualmente il roster è composto da 51 divinità di vario genere, spaziando da quelle più conosciute (es: romane, greche e egizie), ad alcune semisconosciute se non a chi le ha studiate ( es: maya, azteche, nordiche). Qui il team di sviluppo ha fatto un ottimo lavoro di ricerca nonchè artistico rendendo ognuna di loro molto particolare ed estremamente caratterizzata, sia per aspetto fisico che per abilità, in modo tale da rispecchiare gli elementi che le contraddistinguono nei racconti.

Come in ogni Moba che si rispetti, anche qui troviamo differenti ruoli.

  • Il “Guerriero”, combattenti che, tramite il proprio potere d’attacco fisico, ricopriranno il ruolo di “dps” corpo a corpo (es: Hercules, Odin e Chaac).
  • Il “Cacciatore”, il quale ricopre lo stesso ruolo dei guerrieri ma attaccando prettamente dalla distanza (es: Apollo, Cupido e Neith).
  • Il “Mago”, tramite il proprio potere magico questi eroi ricoprono il ruolo di “dps” magici a distanza (es: Poseidon, Anubis e Hel).
  • “L’Assassino” che sopperisce la sua scarsa resistenza con una potenza d’attacco incredibile, volta a uccidere rapidamente chiunque gli si pari davanti (es: Kali, Thor e Thanatos).
  • Il “Guardiano”, il cui compito e di supportare i propri compagni, indebolendo gli avversari e ricevendo la maggior parte dei loro attacchi (es: Ymir, Ares e Bacchus).

All’inizio non possiederemo alcuna divinità, all’infuori di quelle “gratuite” che ogni settimana vengono offerte ai player, ma potremo acquistarle grazie ai punti “favore” che otterremo ogni volta che concluderemo una partita.

La furia degli Dei
Passiamo alle modalità di gioco che questo titolo offre.

La principale è il “Conquest”, ovvero la classica modalità 5 vs 5 su una mappa divisa in tre “lane” attraversata da una giungla contenente degli npc controllati dalla IA. Ogni lane presenta da entrambe le parti tre torri, una “Fenice” e il cuore della base ovvero un “Minotauro” o una Valchiria” a seconda del lato di gioco in più ogni lane generarerà dei minion pronti a darvi man forte. Lo scopo consiste nel farsi strada distruggendo le torri avversarie e le fenici (le quali vi attaccheranno se minacciate) fino a uccidere letteralmente il “boss” situato nella base aversaria, compito quest’ultimo non facile dato che vi attaccherà.
Abbiamo poi la modalità “Joust 3v3”. Il sistema è lo stesso di quello descritto sopra, con l’eccezione che i partecipanti saranno solo tre per parte e che la mappa di gioco ha una sola lane con due torri e una fenice.
Troviamo poi “l’Arena”, altra modalità 5 vs 5 questa volta all’interno di un colosseo, dovremo far perdere punti alla squadra avversaria (si parte da 500) uccidendo i nostri avversari e garantendo ai nostri minion un passaggio sicuro fino alla base avversaria.
Infine abbiamo la modalità “Assault”, per chi conosce già il genere consiste nella classica ARAM (All Random All Mid). Qui, al contrario delle altre sopra descritte, ci verrà assegnata una divinità casuale tra quelle che possediamo e verremo catapultati in una mappa con una sola lane, provvista di tre torri e una fenice, con la particolarità che per ripristinare la nostra vita/mana e per poter comprare item dallo shop saremo costretti a morire (nelle altre modalità in caso di bisogno ci si può teleportare alla propria base liberamente).

Sarò un Dio!
Che dire, gli Hi-Rez Studios hanno avuto molto coraggio ad intraprendere la strada del Moba, consapevoli di doversi scontrare con gli attuali esponenti più famosi del genere, ovvero League of Legends e DotA 2, avversari tutt’altro che semplici da superare, soprattutto vista la notorietà a livello mondiale di questi. Grazie però alle novità di gameplay inserite e allo stile impeccabile che lo contraddistingue, Smite avrà sicuramente modo di farsi strada tra gli appassionati, portando nuovi giocatori in questo mondo e probabilmente prendendone una parte dai diretti concorrenti, ottenendo pian piano la fama e la gloria che gli spetta fino ad affermarsi.

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Riccardo Castiello

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