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Recensione – South Park: The Stick of Truth

south park the stick of truth main

SUPER MIGLIORI AMICI
Quando nel 1997 due amici, Matt Stone e Tray Parker, diedero i natali a una delle più famose, dissacranti e satiriche serie tv di sempre, forse non si sarebbero immaginati di arrivare così lontano. La serie, commissionata da Comedy Central dopo aver visionato una “cartolina di natale” creata dai due autori, debuttò come serie animata per adulti non senza critiche da parte del pubblico benpensante. I cardini della serie sono da sempre una feroce critica alla società, alle mode e al bigottismo, grazie ad un umorismo nero e iconoclasta.Nel corso degli anni sono usciti diversi videogiochi dedicati ai 4 protagonisti ma nessuno è mai riuscito a convincere.

Questo fino a The Stick of Truth.

HANNO UCCISO KENNY! BRUTTI BASTARDI!!
La Obsidian Entertainmement, specializzata in RPG, già nota per Knights of the Old Republic 2 e Neverwinter Nights 2, ha deciso di farsi carico dell’ambizioso progetto di creare un gioco di ruolo basato sul cartone animato, ricostruendo l’intera cittadina sperduta tra le montagne rocciose con la stessa atmosfera che si respira nella serie. Il titolo doveva essere originariamente pubblicato da THQ ma dopo il loro fallimento sembrava che il progetto fosse destinato a morire. Fortunatamente ci ha pensato Ubisoft a permettere la ripresa dello sviluppo acquistandone i diritti e consentendone la recente uscita per Xbox 360, PS3 e PC.

Inseriamo quindi il disco e viaggiamo fino in Colorado: dopo una breve intro narrata dal Grande Mago Cartman il giocatore verrà subito indirizzato all’editor per la personalizzazione del nostro personaggio. Potremo scegliere tra diversi stili di capelli, vestiti e colori per poter creare una nostra copia “stile South Park” o un alter ego a piacimento. Molti accessori potranno essere trovati durante il gioco e sarà possibile cambiare alcune caratteristiche del protagonista (come acconciatura, barba e baffi, tatuaggi..) in qualsiasi momento.

LA PASSIONE DELL’EBREO
Una volta stabilito il look preferito, ci ritroveremo nei panni di un nuovo moccioso appena trasferito in città, che avrà come prima “quest” l’obiettivo di farsi dei nuovi amici. Il primo in cui ci imbatteremo sarà Leopold Stotch detto “Butters” che ci introdurrà nel magico regno di Kupa Keep, presentandoci al suo Re, Cartman. In The Stick of Truth troviamo infatti un “gioco di ruolo dentro un gioco di ruolo“. La trama si dipana intorno a un gioco fantasy che i bambini di South Park stanno attualmente impersonando, attribuendosi ruoli e classi come in un vero RPG, in un regno conteso tra umani ed elfi oscuri dove solo il potente Bastone della Verità potrà decidere le sorti della battaglia. Giunge dunque il momento per il nuovo arrivato  di scegliere a che classe appartenere. Le scelte possibili sono 4:  Guerriero,Mago,Ladro ed….Ebreo.

Il nostro scopo sarà aiutare la fazione di Cartman a rientrare in possesso del Bastone della Verità, rubato dagli elfi. Durante lo svolgimento del gioco incontreremo tutti i personaggi più celebri della serie che, se ne saremo degni, ci aggiungeranno come amici su Facebook. E’ divertente vedere come la componente “social” sia stata integrata nel gioco pur non uscendo da esso. Si può rimanere in contatto coi vari personaggi leggendo i messaggi che ci inviano, scorrendo tra i loro stati e i commenti che vengono lasciati.

CULI DI FUOCO
Il gameplay si rivela sin da subito semplice e immediato, introdotto da un divertente tutorial, e si basa su scontri a turni alla “Final Fantasy”. Di volta in volta il giocatore dovrà selezionare la propria mossa tra “attacco diretto”,”attacco a distanza”, “azione” e “oggetto” con risultati diversi per ogni personaggio. Sotto il nostro controllo ci sarà sempre il character da noi creato ma sarà possibile selezionare un compagno di avventure tra i protagonisti del cartone, che vi accompagnerà e sarà in grado di aiutarvi con diverse abilità. Infatti ogni individuo è dotato di particolari skill che dovranno essere utilizzate per avanzare nel gioco, il che ci obbliga a variare il personaggio di supporto a seconda dell’occasione. Durante le sotto missioni capiterà spesso di imbattersi in personaggi disposti ad aiutarci una volta che avremo risolto la loro quest. In questo caso nelle fasi di combattimento comparirà anche l’icona “evocazione“, disponibile solo una volta per ogni aiutante, che infliggerà devastanti danni ai nemici.

Ennesima nota di “colore” è invece regalata da quelle che potrebbero essere considerate “le magie“, utilizzabili nelle parti più platform spesso per superare ostacoli o risolvere enigmi. Queste “magie” infatti si lanciano letteralmente col culo, consistendo in potenti peti direzionabili (una volta che Cartman ,il gran maestro di questa arte, ce ne avrà svelato i segreti) capaci di infiammarsi e creare forti esplosioni.

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Le svariate sotto quest garantiscono una buona longevità e inoltre ci permettono di guadagnare punti esperienza necessari a salire di livello, in modo da poter usare nuovi oggetti, abilità e guadagnare ricompense con cui vi troverete a passare molto più tempo del dovuto a personalizzare il vostro marmocchio.

IMAGINATIONLAND
La serie tv di South Park non ha certo mai fatto della raffinatezza grafica il suo punto di forza, con animazioni spartane e disegni stilizzati ( le prime serie erano interamente realizzate con fotogrammi creati da cartoncini ritagliati) ed è quindi lecito non aspettarsi meraviglie dal comparto visivo. Eppure The Stick of Truth regala un’estetica pulita e piacevole che coinvolge il giocatore immergendolo nel piccolo mondo della cittadina del Colorado.

FATE L’AMORE, NON WARCRAFT
Nel complesso The Stick of Truth è il miglior gioco di South Park mai uscito, con una cura ai dettagli davvero elevata e la costante sensazione di guardare una puntata del cartone mentre si sta giocando. Obsidian ha lavorato a stretto contatto con i South Park Studios che hanno contribuito alla stesura della trama e della sceneggiatura, oltre che  a prestare i doppiatori originali della serie per dare vita ai personaggi.

La struttura RPG del gioco è decisamente basilare, abbastanza ben bilanciata ma, nonostante le nuove abilità sbloccabili salendo di livello, alla lunga può risultare un pò ripetitiva. L’impressione è che la componente RPG sia più un pretesto per poter presentare più personaggi possibili e far progredire la trama in maniera non troppo lineare grazie alle sub-quests. TSoT è però un titolo orientato a chi lo possa godere appieno, cioè ai fan della serie, un giocatore che non ha mai visto una puntata del cartone si troverà davanti soltanto uno strano gioco di ruolo, estremamente semplificato e demenziale.

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INSHEEPTION
Se siete dei veri fan della serie non vi sarà difficile cogliere le numerose citazioni a particolari episodi del cartone.
L’intero gioco del resto trae spunto (o viceversa) dalla doppia puntata “A Song of Ass and Fire” presentata nella diciassettesima stagione, dove, guardacaso, il tema è l’imminente uscita in commercio di PS4 e XBOX ONE. Ritroveremo anche il temuto Uomorsomaiale, i Chinpokomon e diverse canzoni in radio tratte da particolari episodi. Anche aprendo gli armadi nelle stanze dei protagonisti potremo osservare cimeli che hanno fatto la storia di South Park, come il costume di FICO-O di Cartman. Attenzione però ad aprire l’armadio di Stan, pare che qualcuno si sia chiuso all’interno e non voglia uscire…ricordate chi?

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STUPRAMULI MANGIACACCA
Come già accennato precedentemente, la pesante forbice della censura si è abbattuta sulla versione europea del gioco. I giocatori del vecchio continente sono così privati di 7 scene dalla durata di circa 20 secondi l’una, giudicate troppo “spinte” per il pubblico. Il titolo, pur uscendo per la fascia +18, risulta CUTTED and CENSORED nelle versioni console, mentre l’edizione PC risulta invariata rispetto alla controparte d’oltre oceano. Nelle scene mancanti, la cui assenza non minaccia eccessivamente la bontà del gioco, ci è stata proposta una schermata col David di Michelangelo in pieno facepalm con la descrizione testuale di quanto avremmo dovuto vedere. Inutile dire che, potendo, la versione PC rimane consigliata.

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Andrea DiGiovanni

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