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Recensione – Stealth Inc. 2: A Game Of Clones

Il mondo delle software house indipendenti è una realtà sempre più importante sia dal punto di vista del business che a livello di soddisfazione del giocatore: numerosissimi sono gli esempi di giochi indie che, anche grazie al diffondersi di Steam, hanno riportato numeri paragonabili a quelli delle realtà più affermate e altrettanto numerosi sono gli esempi di grandi aziende che hanno iniziato negli ultimi tempi a collaborare con i piccoli sviluppatori indipendenti.

Stealth Inc. 2: A game of clones potrebbe essere preso come caso studio a riguardo perché rientra perfettamente in tutte queste categorie: il riuscitissimo seguito di un indie game multi-piattaforma acclamato dal pubblico, sviluppato in esclusiva su Wii U per volontà diretta di Nintendo.

Il gioco, lo dice il titolo stesso, è un platform per metà stealth e per metà rompicapo, il cui scopo è quello di guidare un clone nella sua fuga da un laboratorio sinistro e altamente tecnologico cercando di non farsi individuare da ogni tipo di robot, laser e trappole varie; geniale a tal proposito la localizzazione italiana: il termine utilizzato quando si viene colti in flagrante è Sgamato! Intelligente e funzionale anche la scelta di un clone come protagonista: il gioco infatti non è concentrato sulla perdita di vite, che sono infinite come i cloni, ma vuole anzi che il giocatore rifletta sui propri sbagli e impari da essi, creando un loop di “riprova” che risulta vincente in termini di longevità e giocabilità.

Inoltre, rispetto al primo capitolo della serie, composto esclusivamente da mini-livelli da superare sullo stile delle classiche app per smartphone, questa volta gli sviluppatori hanno optato per un’unica mappa in puro stile Metroidvania, senza caricamenti e senza interruzioni, all’interno della quale sono inserite le sale test che corrispondono ai vecchi mini-livelli. Questo nuovo bilanciamento contribuisce a valorizzare ulteriormente il vero punto di forza del gioco, insito proprio nel mix tra stealth e rompicapo: l’azione frenetica dei livelli si alterna a momenti di ragionamento e di esplorazione, nei quali il giocatore può prendere fiato e godersi lo splendido level design.

Vi ricordate Comix Zone, l’innovativo gioco per Sega Mega Drive in cui il protagonista finiva in un fumetto e passava da un’area all’altra del livello sfondando le vignette a suon di pugni e calci? Ecco, giocando a Stealth Inc. 2 abbiamo avuto la stessa sensazione di freschezza e di rottura degli schemi rispetto alla concezione tradizionale di livello, tra muri che si stringono, aree che si aprono e porte che compaiono. Ecco, sembra che l’AI di questo gioco goda a farti perdere, ma in realtà ti vuole solo far ragionare, e sono rari i giochi che riescono in questo intento facendoti divertire contemporaneamente.

Dal punto di vista del gameplay Stealth Inc. 2 copre perfettamente tutto il raggio dei gamers, partendo dal newbie, passando per il casual gamer fino ad arrivare al completista degli achievements: ogni nuova mossa viene introdotta con delle scritte giganti che compaiono integrandosi nei fondali come se provenissero dallo scienziato che controlla il laboratorio, a mo’ di Grande Fratello; di contro per ottenere grado S in tutte le sale test e trovare tutti i bonus serve una buona dose di pazienza e la precisione di un treno giapponese. Se non ci credete date un’occhio ai commenti degli utenti Miiverse sparsi per tutto il gioco, frustrati perché non riescono a finire un livello.

Ben costruita anche la modalità level editor che ci ha fatto fare un tuffo nel passato, ci siamo sentiti come quando da bambini disegnavamo con una matita i livelli di un videogioco immaginario su di un foglio di carta e ci facevamo giocare i nostri compagni di scuola, ovviamente con le nostre regole segrete da perversi deus ex-machina.

Ma la vera bomba è la modalità co-op, in cui il giocatore con il gamepad tradizionale controlla il clone, mentre il giocatore con il touchpad lo aiuta con una miriade di mosse e strumenti tra cui la possibilità di mostrare i nemici nascosti dallo schermo, di utilizzare gadgets potenziabili con l’esperienza e di guardare avanti nel livello in cerca di pericoli.

L’integrazione con il touchpad è solo uno dei tanti motivi che spiegano la scelta di sviluppare Stealth Inc. 2 in Esclusiva su Wii U. In realtà Nintendo aveva già chiesto a Curve Studios di realizzare un porting di Stealth Inc. 1 (AKA Stealth Bastards) anche per Nintendo, ma a quel punto i lavori per tutte le altre piattaforme erano già molto vicine alla conclusione. Pensando al sequel si è quindi optato per un’esclusiva, non solo per le grandi potenzialità che  la Wii U può offrire ma anche  in virtù della stima reciproca tra le due aziende: Curve aveva già sviluppato Fluidity su DS e Wii, inoltre Perkins e Biddle, i capi della piccola software house hanno scherzosamente dichiarato “Amiamo Nintendo e vogliamo abbracciare Iwata.”

Nel gioco ci sono alcuni piccoli difetti che stonano in un panorama così perfetto: la musica è ridondante e poco originale e in alcuni momenti si impalla saltando qualche beat. Inoltre c’è ancora qualche problema con lo sprite del clone: se si prova a camminare lentamente, premendo in maniera leggera il d-pad, il personaggio usa gli stessi movimenti della corsa ma al rallentatore, rendendo piuttosto ridicoli i passaggi in cui si deve procedere con cautela. Tuttavia il grande punto di forza delle software house indipendenti è che sono spesso in grado di risolvere velocemente bug minori di questo tipo.

Nel complesso abbiamo davanti un caposaldo del gaming indipendente, ulteriormente migliorato rispetto al precedente capitolo, al punto da attirare l’attenzione di un colosso come Nintendo, da sempre meticolosamente attento alla qualità delle proprie proposte.

Affinate i riflessi ma anche l’ingegno dunque, perché c’è un esercito di cloni da liberare!

Editor's Rating

Gameplay 95%
Storia 80%
Carisma 95%
Longevita 90%
Grafica 85%
Sonoro 65%
Multiplayer 100%
87
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