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Recensione – Worms Battlegrounds

Un attacco dall'alto sui vermi nemici!

Un attacco dall’alto sui vermi nemici!

Dopo aver fatto il giro di ogni tipo di piattaforma esistente sulla faccia della terra, Team17 ha deciso di onorare anche le due nuove ammiraglie di Sony e Microsoft, portando su PlayStation 4 e Xbox One un nuovo capitolo del suo storico brand Worms. In realtà, però, dobbiamo fare una premessa: questo Battlegrounds non è un gioco creato da zero per queste piattaforme, ma bensì una versione riveduta, ampliata e corretta dell’ottimo Worms: Clan Wars, che già nella sua versione originale era una delle edizioni più complete del gioco dedicato ai vermi più combattivi e casinisti che la storia ricordi.

Una delle cose di cui non possiamo sicuramente lamentarci parlando di questo Worms Battlegrounds è la quantità di contenuti, che risulta essere davvero di tutto rispetto. Il gioco riprende, senza variazioni di sorta, la campagna single player del gioco originale, quel Worms: Clan wars uscito pochi mesi fa su piattaforma PC, donandoci una storia formata da 25 missioni in cui agli ordini dell’archeologa Tara Pinkle dovremo dare la caccia al perfido Mesmer e recuperare la Carota di Pietra, un artefatto in grado di donare poteri incredibili a chi lo possiede. Come era logico immaginarsi, la campagna non propone una storyline profonda ed indimenticabile, ma ci garantisce senza troppi problemi qualche ora di sano divertimento in compagnia dei nostri vermi preferiti, pur non andando ad innovare il brand in modo significativo e lasciando pressoché inalterato il gameplay di una delle serie più fedeli alle proprie origini che mi sia mai capitato di giocare. E questo, se da una parte è assolutamente un bene, dall’altra lascia adito a non pochi dubbi sull’efficacia dell’impianto ludico del titolo in un mercato come quello attuale. Le più grandi limitazioni che abbiamo riscontrato giocando la campagna sono la troppa semplicità e ripetitività della stessa, che propone semplicemente alcune “missioni guidate” che risultano a conti fatti delle semplici variazioni – più o meno riuscite – del classico “versus” tipico della serie condite con divertentissime frasette di intermezzo, sempre narrate in modo eccellente dalla voce di Katherine Parkinson, che sicuramente ricorderete con piacere se avete visto qualche puntata in lingua originale della serie TV britannica “The IT Crowd” in cui interpreteva Jen. In linea di massima quindi queste 25 missioni non sorprendono, ma sanno divertire quanto basta per intrattenerci qualche ora prima di passare ad analizzare le altre modalità e contenuti del gioco.

La modalità multigiocatore "Fortino"

La modalità fortino in azione. E quelli sarebbero dei fortini? Oook..

Ad aggiungere altra carne al fuoco dal punto di vista del gioco in single player, comunque, ci pensano le 10 “Worm Ops” presenti nel gioco, delle missioni a tempo grazie alle quali – se siamo collegati – possiamo anche competere con gli altri giocatori nel tentativo di scalare le classifiche online. Anche in questo caso però il tutto si risolve in un classico “elimina tutti i vermi prima che puoi” con qualche piccola variazione sul tema di tanto in tanto.

Più siamo, meglio è

Dal punto di vista del gioco multigiocatore, abbiamo la possibilità di scegliere fra due modalità: “Deathmatch” e “Fortini“. Sulla prima c’è ben poco da dire, si tratta della più classica delle modalità competitive in cui dovremo eliminare i vermi della squadra avversaria, mentre la seconda ci getta in un’arena divisa in due aree ben definite, ciascuna delle quali rappresenta il fortino di una delle due squadre. Ad onor del vero però, il gameplay di base comunque non cambia poi molto, rendendo l’offerta un po’ troppo poco varia. La cosa che più colpisce, di questi tempi, è la possibilità di giocare tutte queste modalità multigiocatore sia online che offline. Cosa che in teoria dovrebbe essere abbastanza scontata, ma che a conti fatti, vista la tendenza dei giochi moderni – tralasciando i titoli Nintendo – a prediligere l’esperienza online a quella “in locale”, risulta una funzionalità quasi inaspettata, a cui però i Team17 non vogliono assolutamente rinunciare. E a noi questo non può che far piacere.

La fine di una "Worm Op"

Ecco la schermata finale delle “Worm Ops” in cui dimostro la mia incapacità

Nonostante questa attenzione al multiplayer locale, il fulcro dell’offerta continua ad essere l’online, che riesce a farsi valere soprattutto grazie alle tante opzioni ed all’integrazione di un sistema per la gestione dei clan davvero curato e ben fatto. Possiamo decidere di unirci ad un clan esistente oppure crearne uno nostro personalizzandone ogni aspetto, dalle cose più ovvie come il nome e l’emblema fino ad altre più strane come i nomi dei singoli vermetti. La nostra “affiliazione” ad un clan non sarà fine a sé stessa, ma ci permetterà di accedere alla possibilità di effettuare delle clan war, sia classificate che amichevoli, e competere per arrivare in vetta alle classifiche, consentendo così ai clan più meritevoli di mettersi in mostra. Fa davvero specie vedere un’implementazione così precisa ed efficace di un sistema di questo tipo in un gioco che sicuramente non mira a diventare un punto di riferimento per il competitive mondiale, mentre altri titoli più blasonati e basati esclusivamente sul multiplayer online hanno fallito miseramente in questo campo. Da questo punto di vista dobbiamo davvero fare i complimenti ai ragazzi di Team17, che hanno saputo creare una struttura divertente e appassionante, in grado di catturare l’attenzione degli appassionati della serie. Speriamo solo che questo titolo possa godere di una community abbastanza vasta nonostante la giovinezza delle due console a cui il gioco è destinato, che potrebbe tagliare fuori buona parte degli appassionati della serie, perché se non vi è mai piaciuta la serie di Worms, difficilmente questo Battlegrounds vi farà cambiare idea.

La gestione dei clan

Visto che bello il clan che ho creato?

Una grande personalizzazione

Un’altra caratteristica importante del gioco è proprio la presenza di una quantità spropositata di gadget ed armi, ben 65, molte delle quali sono completamente fuori di testa. Si passa dai più classici bazooka, uzi e candelotti di dinamite ad alcuni degli oggetti, offensivi e non, più stravaganti della storia dei videogiochi: scimmie volanti, pecore esplosive, bombardamenti aerei, una “pistola teletrasporto” e molti altri gadget fuori di testa. Gli oggetti sono ottenibili raccogliendoli dalle varie casse, ma anche comprandoli attraverso le monete d’oro che troveremo sparse per i livelli. E se i contenuti presenti nel gioco non dovessero bastarvi, potrete sempre crearne di nuovi. Il gioco è munito di un editor user friendly (forse anche troppo) che vi permetterà di creare infiniti livelli personalizzati in cui sfidarvi con i vostri amici in battaglie all’ultimo verme. Questa sua semplicità di utilizzo però rende il tutto un po’ banale e limitato, non garantendo a nostro avviso qualità e possibilità di personalizzazione sufficienti. Inoltre è possibile personalizzare completamente i nostri personaggi con una quantità spropositata di oggetti come occhiali, cappelli, maschere e chi più ne ha più ne metta. In totali ci sono più di 200 personalizzazioni diverse possibili, ed i risultati, ve lo garantisco, possono essere veramente esilaranti e stilosi.

E se queste features non dovessero bastarvi, sappiate che la versione PS4 ha un “companion website” dedicato, mentre la versione Xbox One ha una companion app. La funzione però è sempre la stessa: tenere traccia di tutte le vostre statistiche di gioco.

Vermi next-gen?

Ovviamente il gioco non punta ad essere spettacolare graficamente, non avrebbe neanche senso vista la sua natura, ma la qualità e l’impatto visivo del titolo sono davvero buoni ed in linea con la qualità vista pochi mesi fa nella controparte PC. Tutto è molto semplice e pulito ed i colori sono estremamente vivaci, e pur non essendo assolutamente importante in un gioco del genere, vi diciamo per sfizio che il gioco gira su entrambe le console a 1080p e 60 fotogrammi al secondo. E ci mancherebbe altro. Dal punto di vista del sonoro, il gioco si difende discretamente, grazie soprattutto ad un doppiaggio delle parti narrate davvero eccellente. Interessante anche la scelta, su PS4, di utilizzare l’altoparlante del Dual Shock 4 per i versetti e le voci dei vermi, alcune delle quali sono davvero stupende (sì, sono personalizzabili anche queste). Rimanendo in tema di funzionalità esclusive della versione PS4, dobbiamo necessariamente citare la possibilità di mappare sul touchpad ben quattro dei sessantacinque oggetti disponibili in modo da poterli selezionare con un semplice click e la possibilità di utilizzare la sua superficie touch nel modo in cui viene usata nei portatili, giocando quindi utilizzando un cursore da spostare muovendoci il dito sopra.

L'editor di livelli

Ecco l’editor di livelli. Un po’ troppo sempliciotto, me sempre meglio di niente.

In definitiva, Worms Battlegrounds è un porting ben riuscito di Worms: Clan Wars con tante aggiunte che lo rendono indiscutibilmente il miglior Worms di sempre per completezza e validità dei contenuti. Purtroppo a livello di gameplay non ci sono novità degne di nota in grado di attrarre coloro che hanno già giocato o stanno ancora giocando alla versione PC del gioco, ma resta comunque un ottimo titolo, soprattutto se giocato online o in compagnia. Le grandi possibilità di personalizzazione e l’ottimo comparto multiplayer lo rendono un must per gli appassionati, mentre se non avete mai giocato ad un Worms prima d’ora, questo potrebbe essere il momento giusto per provare.


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Edward Phoenix

Edward Phoenix

Padre, Marito, Markter e Fondatore di Gamers.it
Cresciuto a suon di FPS e Giochi di Strategia cerca sempre di trovare la qualità in tutte le cose che fa!

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