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Recensione – Forza Motorsport 5

Il mondo dei racing game è diventato particolarmente affollato negli ultimi anni, spesso con produzioni non sempre all’altezza degli ormai altissimi standard che l’utenza richiede. Creare un buon gioco di guida proponendo qualcosa di nuovo è tutt’altro che facile e i team di sviluppo sono obbligati a concentrarsi su dettagli e finezze che portano alle stelle i costi e i tempi di produzione.

Turn 10 è pronta a dire la sua con il quinto capitolo della serie Forza Motorsport in esclusiva al lancio di Xbox One. Avrà mantenuto le premesse? Avrà migliorato il già ottimo quarto capitolo? Le curve saranno più curve e le gomme più tonde?

Briefing
Forza Motorsport 4 uscì nel vecchio continente nella fredda mattina del 14 ottobre 2011, ed era chiaro fin da subito che il lavoro fatto da Turn 10 era quasi impeccabile.

Il terzo capitolo era servito da base di partenza per creare qualcosa di grosso, più che un gioco un mondo dove ogni amante delle quattro ruote potesse passare ore e ore non solo a gareggiare, ma semplicemente a modificare i propri mezzi. Gli appassionati di estetica si potevano sbizzarrire a creare livree per le auto col fantastico editor, i maniaci della meccanica potevano preparare assetti ed elaborazioni e gli amanti della fotografia potevano partecipare ai numerosi contest per eleggere lo scatto più bello. Le varie parti del gioco erano connesse in modo che le diverse sfere d’interesse dei giocatori si sviluppassero in maniera armoniosa creando qualcosa di unico. In Forza 5 era logico aspettarsi l’evoluzione, l’apice, lo zenith di tutto quanto già visto, ma non è andata proprio così…

 Si stava meglio quando si stava peggio…
Quello che più salta all’occhio, e di cui si è già abbondantemente parlato, è la carenza di auto e tracciati, “solo” 200 veicoli e 14 piste (disponibili comunque in diverse configurazioni), un numero in netto contrasto con le oltre 500 auto e 27 ambientazioni del precedente capitolo.

Questa scelta è stata probabilmente dettata da diversi fattori: essendo un titolo di lancio, Turn 10 non ha avuto materialmente il tempo per lavorare ad un gioco più completo, in più troviamo una grande quantità di DLC disponibili già dal lancio, si può comprare con soldi veri praticamente ogni cosa, dalle auto alle piccole elaborazioni, fino a pagare per accumulare esperienza velocemente. E’ comunque più facile salire di “livello pilota” rispetto al passato in quanto ogni grado richiede la stessa quantità di punti del precedente.

Il nuovo titolo paragonato a Forza 4 mostra purtroppo la mancanza di altri contenuti molto apprezzati dalla community, come la totale assenza di gare “a tappa” in downhill e uphill. Gli amanti del tracciato del Fuji rimarranno a bocca asciutta, una modalità in meno che va a minare la varietà. Inoltre non vi è traccia della Casa d’Aste, che dava la possibilità di acquistare auto complete da altri giocatori spesso corredate da particolari livree o elaborazioni. Si nota la scomparsa della funzione “Club”, che permetteva di formare una propria squadra per l’online, e della sezione “vetrina” dove era possibile accedere rapidamente a tutti file che il giocatore aveva creato: foto, video, grafiche e setup per le auto.

…ma non tutto il male vien per nuocere
Le novità comunque non mancano. L’introduzione di maggior rilievo è forse l’aggiunta delle vetture monoposto. Possiamo ora gareggiare con classici della F1 come la Ferrari di Lauda o la McLaren di Hunt, sfrecciare con quella che è l’auto dalle prestazioni migliori del gioco, la Lotus E21 di Kimi Raikkonen o impegnarci a controllare la folle velocità delle vetture Indy.

Purtroppo in totale le monoposto sono solo 6 e di categorie differenti, anche se con l’utilizzo del buon vecchio editor si possono fare quasi miracoli. Altra novità è l’evoluzione del “drive avatar”, funzione già presente in Forza 4 ma con diverso scopo. Nel vecchio episodio simulava il nostro stile di guida dopo averlo “imparato” tramite le nostre partite, e serviva per correre al posto del giocatore, nel caso non ne avesse voglia, con ricompense dimezzate in caso di vittoria. Era utile negli endurance o per guadagnare qualche credito mentre si guardava la tv, ma in realtà era abbastanza marginale…solitamente chi compra un gioco lo fa per giocarci!

In Forza 5 l’addestramento del drive avatar serve per farlo competere come avversario direttamente nel single player di un altro giocatore e alla vostra prima connessione sarete in grado di redimere i guadagni dei suoi piazzamenti. In questo modo, pur giocando in singolo, troverete una griglia popolata dalle auto create dai vostri amici, coi loro nomi che gli svolazzano sopra, come se fosse una partita online. Una buona idea che aiuta a coinvolgere maggiormente il giocatore, permettendogli di accanirsi con un particolare rivale e sfidare “in differita” la propria friends list.. Purtroppo non importa quanto siate bravi o con quanta perfezione abbiate addestrato il vostro alter ego, la difficoltà è regolabile e quindi, abbassandola, anche una scimmia addestrata potrebbe essere in grado di sconfiggervi. L’aspetto positivo è che il drive avatar funziona, simula abbastanza correttamente il vostro stile di guida, nel bene e nel male, quindi non vedremo trenini di auto tutte in fila sui binari che non escono mai dalla loro traiettoria ma un’I.A. altamente umanizzata che sbaglia, azzarda sorpassi e sportella anche!

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Cara, stasera tacco 12.. passo in McLaren
Nel gioco in singolo la formula è sempre la stessa. Gara dopo gara si affrontano i diversi campionati (divisi per caratteristiche di potenza,tipologia di veicolo ecc…) per cercare di conquistare la coppetta d’oro in ognuno di essi. L’impresa è tutt’altro che impossibile considerando che per guadagnare l’oro è sufficiente arrivare nei primi tre. A campionato concluso riceveremo in premio una modesta cifra di denaro da utilizzare per acquistare nuovi bolidi o potenziamenti. Oltre alle tradizionali gare ritroviamo le prove di slalom tra i bidoni, il bowling coi birilli e gli eventi “trackday” dove dovremo destreggiarci tra il traffico. Per tutti gli aspiranti carrozzieri è rimasto pressoché invariato il famoso editor di grafiche, che permette di creare vetture race replica o sbizzarrirsi con la fantasia.

Il comparto multigiocatore offre diverse modalità. Ritroviamo la sezione “Rivali” dove ci si può confrontare con i ghosts di altri giocatori, cercando di migliorare i propri tempi e scalare le classifiche. Gli eventi VIP, accessibili solo a chi ha acquistato lo status di VIP dal marketplace o a chi possiede la Limited Edition del gioco, permettono l’accesso a gare esclusive e a sfide dopo le quali si verrà ricompensati con particolari design e, in futuro, nuove auto. Non c’è ancora notizia al momento di Unicorn Car (auto non acquistabili nel gioco che si possono ottenere solo vincendo particolari eventi online). Gli eventi mensili aumentano la longevità proponendo gare i cui parametri cambiano ogni mese (hopper), competizioni dedicate al drift, le sfide di accelerazione ecc. Ritroviamo poi le classiche gare selezionate in base alla potenza del proprio mezzo e le modalità meno serie come “ce l’hai” e “mantenimento”. Le regole di questi eventi sono semplici e offrono una simpatica alternativa alle solite gare. In uno bisogna toccare gli avversari per farli passare dalla propria parte, in caccia di veicoli ancora non colpiti, nell’altro bisogna cercare di resistere per il maggior tempo possibile facendosi carico di un testimone virtuale evitando che gli avversari ci colpiscano per impossessarsene. E’ ancora assente una modalità di qualifica, che risolverebbe parte dei consueti travolgimenti alla prima curva.

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La pista è la striscia grigia
La giocabilità è rimasta pressoché invariata, un buon compromesso tra arcade e simulazione. Ai giocatori meno esperti vengono forniti una serie di aiuti alla guida in grado di facilitare la padronanza del proprio mezzo. Per i possessori di volante è possibile cambiare l’impostazione di sterzo da Normale a Simulazione per avere un comportamento della vettura ancora più realistico, mentre per chi utilizza il pad rimane più efficace il settaggio normale. Ogni auto ha un comportamento diverso e rispondono tutte bene alle modifiche e ai potenziamenti.

E spegni gli abbaglianti!
Dal punto di vista grafico si può constatare una certa altalenanza nel lavoro di Turn 10. Tutto scorre fluido a 60 fps a 1080p ma si ha la sensazione che siano stati fatti dei sacrifici per arrivare a quel risultato. Avere 16 auto su schermo di certo non aiuta a mantenere alte le prestazioni, e così ecco che vediamo sparire il ponte ad archi dopo l’ultima curva del tracciato Bernese Alps Festival, notiamo textures dell’asfalto che non sempre convincono, e avvertiamo un salto generazionale forse non così netto come ci si aspettava. Ad ogni modo il gioco appaga l’occhio, la gestione delle ombre è migliorata così come il sistema di riflessi (notare il riflesso nel vetro delle proprie mani sul volante) e i modelli delle auto sono tutti curati in maniera maniacale soprattutto in modalità “vista”, che ci permette di aprire portiere, cofani,salire a bordo e guardarsi in giro ascoltando spiegazioni sulla storia di ogni singolo modello in lingua nostrana. L’illuminazione in generale è buona e le auto sembrano meno plasticose che in passato, forse un pò eccessivo l’effetto accecamento quando ci si trova col sole di fronte che alla lunga inizia a risultare monotono. Mancano ancora i cambiamenti atmosferici, le gare sul bagnato e di notte. I danni subiti sono chiaramente visibili sulle vetture e possono essere di diverse entità, si va dai semplici graffi alla perdita di pezzi in pista, ma spesso non risultano convincenti mostrando parti della vettura piegate in maniera imbarazzante ma senza che ci siano componenti rotti.

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Andrea DiGiovanni

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