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RECENSIONE – Sanctuary RPG: Black Edition

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Qualche giorno fa, nel mio abituale girovagare su Steam, mi sono imbattuto in due giochi, entrambi RPG, che hanno attratto immediatamente la mia attenzione, anche se per motivi diversi.

Il primo è Darkest Dungeon, gioco disponibile in Earley Access di cui vi parlerò in un altro momento (ma che di cu vi consiglio vivamente, quanto meno, qualche ricerca sulla rete delle reti), il secondo è quello di cui vi parlo oggi, ossia SanctuaryRPG: Black Edition, di Black Shell Games; versione “riveduta e corretta” di un gioco uscito (più o meno) un anno fa.

Prima di tutto è necessaria una doverosa premessa: questo gioco non è per tutti.

Questa affermazione non è casuale o “snobbistica”, no, in questo caso è assolutamente veritiera.

E, più avanti, ne capirete il perché.

SanctuaryRPG: Black Edition (SRBE, da qui in poi) è a tutti gli effetti un Dungeon Crawler in perfetto stile Roguelike.

E mai come in questo caso dire Roguelike potrebbe essere più azzeccato, visto che il suo impianto di gioco rimanda al capolavoro datato 1980 da cui il genere prende il nome; Rogue appunto.

Non si può cominciare a parlare di SRBE se non partendo dalla sua veste grafica che in, questo caso, riveste più che mai un ruolo decisamente interessante ma, allo stesso tempo, anche estremamente discriminante.

Si, perché in questo caso si va oltre al retrogaming, qui non si parla di stile 8 o 16 BIT: questo gioco ci riporta agli albori della grafica su PC, qui tutto è realizzato con “caratteri ASCII”.

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Niente poligoni o risoluzioni stellari quindi, nessuna immagine fotorealistica o dipinti evocativi.

Qui tutto, dalle illustrazioni all’interfaccia utente, è stato realizzato con lettere: maiuscole, minuscole, punteggiatura, caratteri speciali, tutto serve allo scopo.

Inutile dire che l’effetto retrò è totale e di assoluto effetto, ma anche quasi straniante; anzi, probabilmente per molti, specialmente chi non ha una “certa età” come il sottoscritto, lo sarà quasi certamente.

Ma non bisogna lasciarsi ingannare, perché il livello di dettaglio, per quanto possibile, è stupefacente e tutto viene reso alla perfezione senza lasciare nulla al caso.

L’avventura che andremo ad affrontare ci vedrà vagare per un regno, attraversando lande boschi, dungeon e quant’altro, nel tentativo di sconfiggere il cattivo di turno che vuole dominare tutto e tutti; insomma, come in ogni classica storia fantasy (old style) che si rispetti.

Uno humour mai esagerato ma sempre in grado di strappare un sorriso e descrizioni puntuali che ci aiuteranno ad immergerci nel mondo del gioco, faranno da contorno al nostro viaggio avventuroso.

Come in ogni Gioco di Ruolo che si rispetti, la prima cosa che verremo chiamati a fare sarà la creazione del nostro personaggio, il quale dovrà essere forgiato attraverso una serie di parametri, a partire dallUBFHp-’aspetto estetico per poi passare a quelle che sono le caratteristiche tipiche di un personaggio dei GDR.

Caratteristiche che avremo ovviamente la possibilità di sviluppare, con il procedere dell’avventura.

E se per quanto riguarda il lato puramente estetico il tutto non ha una grande rilevanza (per ovvi motivi), ben altra cosa, invece, sarà la scelta delle caratteristiche proprie del nostro alter ego.

8IOWTxRazza, classe e tutti i vari parametri su cui si potrà intervenire, cambiando e combinando gli attributi a nostra disposizione, andranno a caratterizzare in modo molto marcato quelli che saranno i punti deboli e di forza del personaggio che andremo ad utilizzare nel corso dell’avventura e che influiranno non poco su come potremo affrontare tutte le difficoltà ed i combattimenti contro nemici di ogni tipo (presi dal bestiario tipico dei migliori esponenti del genere), che il gioco ci richiederà di affrontare e che si faranno sempre più forti con il procedere della storia.

Fino all’immancabile scontro finale.

I molti combattimenti che ci troveremo ad affrontare saranno rigorosamente a turni e l’interazione non sarà attraverso un parsec di frasi da digitare, ma utilizzerà l’inserimento di comandi tramite la digitazione di singoli tasti; numeri e lettere che andranno ad indicare specifiche azioni.

Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, il sistema di combattimento si rivela molto più profondo e complesso di quello che ci si potrebbe aspettare.

Avremo la possibilità di attaccare, schivare e parare, contrattaccare e perfino caricare degli attacchi finali.

Ma non sarà un compito semplice ed anche i nostri avversari non saranno gentili nei nostri confronti, dandoci parecchio filo da torcere.

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I combattimenti andranno affrontati con tattica ed estremo giudizio, poiché il rischio di arrivare alla fine stremati, magari senza la possibilità di riprenderci in tempo per il prossimo incontro, sarà sempre dietro l’angolo; cosa che si rivelerebbe a noi fatale.

E considerando che SRBE è un “gioco veccmaxresdefaulthia maniera”, duro e puro, che come ogni Roguelike che si rispetti (specialmente di quelli d’altri tempi), non prevede il ritorno dalla morte, che sarà permanente e senza possibilità di appello.

Va da sé, quindi, che si tratta di un evento da ritardare il più possibile; anzi, da evitare assolutamente.

In questa Black Edition, poi, gli sviluppatori hanno aggiunto svariate ore di gioco e di materiale in più rispetto all’originale, nonché modalità alternative compresa una che non prevede la “permanent death”, rendendo più abbordabile il gioco.

Una menzione speciale va alla colonna sonora del gioco, composta dal bravissimo compositore Brasiliano Rafael Longoni Smith, che è riuscito a comporre uno score assolutamente evocativo, perfino epico in certi casi, pur mantenendo un perfetto stile da 8 bit.

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Potete ascoltarla qui e, se volete, con una spesa intorno ai 3 $ (poco più di 2,50 €), potete anche acquistarla.

Per concludere, è un ottimo gioco, una delle esperienze più appaganti e vicine ai GDR cartacei che si può attualmente trovare nel panorama dei Giochi di Ruolo per PC.

Per concludere, è un ottimo gioco, una delle esperienze più appaganti e vicine ai GDR cartacei che si può attualmente trovare nel panorama dei Giochi di Ruolo per PC.

YuPh3GPer concludere, SanctuaryRPG: Black Edition è un ottimo gioco, una delle esperienze più appaganti e vicine ai GDR cartacei che si può attualmente trovare nel panorama dei Giochi di Ruolo per PC.

Difficile da padroneggiare all’inizio, ma che saprà ricambiare la pazienza di chi avrà voglia di dargli fiducia e non si lascerà scoraggiare dai primi momenti e dalle prime (immancabili) sconfitte, con ore ed ore (il gioco è vastissimo) di sano divertimento

Forse il suo unico (?) vero difetto sta proprio nella sua particolarità, nella sua diversità grafica e nella sua così marcata personalità, che può allontanare molti giocatori da se.

Ma, di contro, questa è anche la sua vera, grande, forza.

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Un assoluto “Must Have” per chi è alla ricerca di un GDR difficile e profondo, ma anche per tutti quelli che amano le sfide, o semplicemente i giochi belli.

 

SanctuaryRPG: Black Edition è completamente in Inglese, ma giocabile senza eccessivi problemi anche da chi non è proprio madre lingua (il sottoscritto conferma) ed è acquistabile sia su Steam a 7,99 €, che su GOG a 7,19 €.

 

Editor's Rating

Gameplay 95%
Storia 80%
Carisma 95%
Longevità 100%
Grafica 85%
Sonoro 85%
SanctuaryRPG: Black Edition appartiene a quella sempre più rara specie di giochi che hanno carattere da vendere. Difficile e duro da padroneggiare, sarà però in grado di regalare grandi soddisfazioni ed una moltitudine di ore di sano divertimento "vecchia maniera" a tutti coloro che supereranno le prime ore e lo straniante (per questi tempi) impianto di gioco. Il particolare stile grafico e l'ottima colonna sonora completano il quadro e fanno di questo gioco un vero e proprio Must Have per tutti gli avventurieri di vecchia e nuova generazione e, in generale, per tutti gli amanti dei GDR cartacei ai quali si avvicina molto. Se, invece, appartenete a quella schiera di giocatori che non possono vivere senza grafiche iperrealistiche con milioni di poligoni e che non hanno pazienza, allora dividete pure per tre il voto finale e guardate altrove, anche se perderete un'esperienza di gioco quasi unica.
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Anders Ge.

Anders Ge.

E' venuto su con le console ed i PC di primissima generazione e non ha più smesso di acquistarli e giocarci.
Con i fumetti dei Super Eroi editi dall'Editoriale Corno e non ha più smesso di leggere comics.
Con film e libri fantasy, di fantascienza ed horror e non ha più smesso di vederli e leggerli.
Sa che i bei tempi andati non torneranno, ma non ha mai smesso di crederci.

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