Latest NewsPlaystationPS4Speciali

SPECIALE YAKUZA – "RYU GA GOTOKU"

anal

 

Come promesso settimana scorsa ecco un piccolo speciale su una delle serie piu’ belle, affascinanti ed esotiche (almeno per noi occidentali) del mondo dei videogames: YAKUZA, il cui titolo originale è “Ryu ga Gotoku” che tradotto letteralmente significa “Come un drago”. L’ultimo capitolo (che poi è una sorta di spin-off) ha appena accompagnato il lancio di Playstation 4 in Giappone. Ma prima di lanciarci in una analisi sull’ultimo titolo facciamo un passo indietro (anzi sette) e a beneficio dei nuovi arrivati o di chi ne ha sempre voluto sapere di piu’ ..”ma non ha mai osato chiedere”, Gamers.it offre una cronostoria di questa ardente serie videoludica! Fate un bel respiro e ..si parte!

Iniziamo dal suo creatore, l’abbronzatissino e talentuoso Toshiro Nagoshi.

Toshihiro-Nagoshi

 

Tantissimi anni di gavetta in Sega, che l’hanno portato poi a diventare figura di primo piano allorché venne creato lo “special Team” AM2 a capo del grande Yu Suzuki da cui uscirono gli storici titoli di Virtua Racing e Daytona USA. Nagoshi seguì il suo maestro anche nel progetto SHEN MUE per Dreamcast che, pur accolto dai fan che gridavano al miracolo videoludico e da recensioni entusiasmanti della stampa specializzata, si rivelò un disastro commerciale per gli ingenti milioni di yen investiti nel progetto e che mai rientrarono nelle casse di Sega. Non solo il gioco non riuscì a lanciare Dreamcast come si sperava ma, di fatto, causo’ la fine della casa di Sonic come produttrice di console. Ma non proprio tutto fù perso. Allontanato Yu Suzuki, lo scettro del comando venne affidato proprio al nostro Toshihiro, che memore dell’esperienza di Shen Mue, decise di creare per Sega, ormai solo una software house, un gioco che racchiudesse il meglio del titolo di Suzuki che potesse piacere a pubblico e critica, ma piu’ snello, veloce, e soprattutto, Nagoshi aveva a disposizione ora, una piattaforma commercialmente vincente, la Playstation 2. Il primo Yakuza venne pubblicato poco prima del natale del 2005, riscuotendo un enorme successo.

Ryu_Ga_Gotoku_Yakuza_1024x768_by_SpiritShadowx

Sostanzialmente si tratta di un picchiaduro a scorrimento, pieno, come in Shen Mue, di missioni secondarie spesso ridicole che strappano piu’ di un sorriso. Oltre alla fluidità dell’azione, due sono i grandi punti forti del gioco: la grafica spettacolare e la storia. Il protagonista, Kazuma Kiryu, creato da Nagoshi, è un personaggio altamente carismatico, oggi diventato quasi iconico ( è stato protagonista negli anni di diversi spot pubblicitari di rasoi, deodoranti etc.) un incrocio tra Golgo 13 e Kenshiro. Il gioco inizia quando Kiryu, uno yakuza, esce di prigione dove ha passato gli ultimi 10 anni. Troverà il suo quartiere profondamente cambiato e che le cose non vanno come dovrebbero. La location del gioco non è fittizia o almeno, lo è solo nel nome, perchè Kamurocho non è altro che il notissimo quartiere a luci più o meno rosse di Kabuki-cho, dentro Shinjuku, a Tokyo, con tutti i suoi punti iconici perfettamente ricreati nel gioco a partire dal celebre ingresso.

2491958-yakuza-1-and-2-hd-for-wii-u_2013_06-04-13_003

Come anche veri sono i negozi, (tipo DonQuixote) i teatri e le sale giochi (ovviamente i Club Sega) che sono stati tutti riportati fedelmente. Tra un livello e l’altro tra una missione e l’altra il gioco è pieno di cut-scene che donano alla storia un’incredibile profondità che riesce a coinvolgere il giocatore nella sua atmosfera hard-boiled.

Come detto all’inizio il titolo fu un successo clamoroso e solo in Giappone supero’ il milione di copie. Sega fece rimettere subito al lavoro Nagoshi su un sequel che usci’ esattamente 1 anno dopo, nel dicembre del 2006.

2iaxu6g

Yakuza 2 lo si puo facilmente giudicare in tre parole “bigger, badder, better” . Riprende tutti gli elementi del primo capitolo e li migliora. Il gioco si svolge un anno dopo gli eventi di “YAKUZA” e questa volta le cose si complicano per Kiryu che dovrà vedersela con la mafia di Osaka in una sorta di sfida per il controllo del Giappone. Dopo una prima parte ambientata a Kamurocho in cui l’impianto grafico è sostanzialmente quello del primo gioco, nella seconda parte l’azione si sposterà proprio ad Osaka, di cui viene ricostruita in maniera egregia tutta la zona centrale (il famoso quartiere Dotombori, quello sul fiume con i neon pubblicitari intorno.) La giocabilità rimane inalterata mentre la storia e la psicologia dei personaggi si fà piu’complessa. Una colonna sonora splendida chiude il cerchio per un titolo che riesce a bissare il successo del precedente capitolo fermandosi solo di poco sotto il milione di copie vendute. Entrambi questi titoli sono stati portati (con enorme ritardo) sul mercato occidentale con un lavoro di adattamento pessimo e sostanzialmente senza nessun tipo di supporto commerciale. In particolare al primo titolo fù applicato un doppiaggio inglese scandaloso che riusciva a rovinare completamente tutta l’atmosfera del gioco. Nel 2, fortunatamente, dopo le forti critiche della comunità di giocatori occidentali, decisero di lasciare l’audio originale sottotitolato in inglese.

Nel frattempo nel novembre del 2006 era uscita in Giappone la Playstation 3 ma lamentava una cronica carenza di software decente. (vi ricorda qualcosa?) Poi finalmente al Tokyo Game Show 2007 Nagoshi annuncia un nuovo “Yakuza” in HD, sulla Playstation 3 che sarebbe uscito nella primavera del 2008. Mentre pubblico e giornalisti stanno ancora applaudendo e gridando “banzai” con le braccia alzate, Nagoshi gela tutti mostrando un artwork del gioco in cui si vede Kazuma Kiryu in abiti medievali.

Folder-70

Già, “Ryu ga Gotoku” “KENZAN” (questo il titolo che quindi non segue la numerazione ufficiale) è uno spin-off di lusso della serie, ambientato nel 1605, quindi pochi anni dopo la storica battaglia di Sekigahara, momento chiave della storia giapponese. Kazuma Kiryu si chiama Kazumanosuke Kiryu (LOL!) ma è un nome finto, sotto il quale si cela nientepopodimenochè.. Musashi Miyamoto (!) eroe della storia giapponese.( o il protagonista di “Vagabond”, per chi legge manga). L’intero cast della serie di Yakuza ritorna in questa versione storica abbandonando i jeans, le giacche e le cravatte e indossando i kimoni. Rispetto all’hardware penoso della PS2 in cui giravano i primi due capitoli, qui l’alta risoluzione combinata con le capacità grafiche del team di Nagoshi producono un gioco meraviglioso da guardare, bello e godibile da seguire a livello narrativo, e divertente da giocare visto che le meccaniche di gioco rimangono le stesse della serie solo con l’introduzione delle katane(!).

1adedf251be928158c5cc544074a3b04

Il titolo vende discretamente ma causa la scarsa diffusione in quel momento della console, fà nettamente peggio dei due capitoli iniziali e non riesce a superare il mezzo milione di copie. Anche perchè poi, non puo’ nemmeno contare sulla distribuzione occidentale. In America ed Europa  sono troppo impegnati a discutere su quanto il videogioco giapponese sia in declino per accorgersi di un gioiello simile.

Passa un’altro anno e intorno alla primavera del 2009 esce il VERO terzo capitolo di “Ryu ga Gotoku”, Yakuza 3.

y3 620

L’impianto grafico in HD è eccezionale , Kamurocho viene parecchio ampliata e perfezionata con l’introduzione di nuovi negozi, locali e ristoranti. Ci sono anche gli Host Club ma quelli, nella versione occidentale vengono censurati. (Perchè si, thank God, esce anche una versione occidentale del titolo, “appena” un anno dopo.) Molto piu’ fluido  come animazioni delle precedenti versioni e con una storia bellissima che sposta Kiryu per metà gioco a Okinawa, Yakuza 3 si pone prevedibilmente come il miglior capitolo fino a questo punto. Il battle system è stato ulteriormente pefezionato introducendo mosse ancora più spettacolari e violente, che sanno regalare vera sadica goduria. Nagoshi è cresciuto anche a livello narrativo e propone delle soluzioni che fà passare il giocatore dall’ansia, quella del ritorno a Kamurocho, all’adrenalina che esplode nel grande climax finale, di quella scalata del grattacielo dove affrontiamo disperatamente centinaia di avversari fino allo “showdown” sul tetto con la splendida colonna sonora firmata come sempre da Hidenori Shoji. Salvo poi lasciarci storditi e impotenti quando nella cut-scene finale, ai saluti, in un pomeriggio soleggiato nel centro di Tokyo, una domenica qualsiasi, vediamo Kiryu camminare tranquillo, forse solo un po’ stanco, e poi a tradimento pugnalato in pancia, in mezzo alla folla inconsapevole, colpito da un tizio quasi marginale che avevamo fatto fuori parecchio tempo prima. Il nostro eroe che si accascia un una pozza di sangue e tutti noi gamers storditi, lasciamo il pad e ci alziamo in piedi, con gli occhi lucidi ad applaudire il talento narrativo di Nagoshi-san.

Ma l’inossidabile Kiryu non è morto quel pomeriggio a Tokyo, è stato solo gravemente ferito e lo ritroviamo un anno dopo, convalescente nel suo orfanatrofio a Okinawa, in Yakuza 4. Dove la classe di Nagoshi ci regalerà nuovi e raffinati modi scrivere un videogioco.

tgs_ryu4_mv_med_med

YAKUZA 4 esce nella primavera del 2010, ovviamente only for  Playstation 3. L’impianto grafico è rimasto il medesimo. Tokyo (Kabuki-cho nello specifico) è stata nuovamente perfezionata, ancora ingrandita, il livello di dettaglio dei ristoranti, delle piazze, delle viuzze, dei combini è ancora piu’ fedele ed ormai a Kamurocho siamo di casa e la mappa è quasi superflua. Ma il lavoro piu’ grande Nagoshi lo ha fatto sui personaggi in cui ha liberato tutta la sua verve registica. 4 infatti, oltre ad essere il numero sequenziale del gioco rappresenta anche il numero dei protagonisti. E 4 sono anche i macro capitoli che dividono la storia. A ogni capitolo si tiene un personaggio diverso. All’inossidabile Kazuma Kiriyu va solo un capitolo (il quarto). Tutti e quattro i personaggi sono bellissimi, veri, Nagoshi gli costruisce intorno una storia che avvince e a cui ci si affezziona subito. Tanto che quando si arriva a tenere Kiryu quasi spiace abbandonarli. Forse un po’ rindondante nelle scene finali, ma il gioco scorre via che è un piacere e un po’ come con i coin op dei vecchi tempi si fa fatica a staccarsi dal pad, e ti spinge continuamente ad andare avanti per scoprire il nuovo colpo di scena che c’è dietro l’angolo. La quinta parte speciale e conclusiva, lo showdown finale dove le 4 storie dei protagonisti confluiscono in una, raggiunge momenti di epicità raramente visti in un giochino elettronico.

Yakuza4_05

Tra l’altro Yakuza 4 è il primo titolo sviluppato dallo “Yakuza Team”. Il franchise della serie è diventato troppo grande, troppo importante tanto che come ai bei tempi di AM2 e AM3, Sega crea uno special team, con a capo Nagoshi, dedicato esclusivamente allo sviluppo di titoli Yakuza e  spin-off relativi.

E difatti qualche mese dopo esce “Yakuza of the end” (o Dead Soul nella versione occidentale) uno spin-off zombi, visto che bè, zombie is cool now!

yakuza-of-the-end

 

Per una volta la critica uccide il titolo. Forse un po’ ingiustamente. Perchè diciamo che “Yakuza of the end” non è uno “Yakuza vero” ma un divertissement , dove i personaggi, anche qui 4 come nell’ultimo capitolo della serie originale, sono parodie di loro stessi, in uno shooting game in terza persona scanzonato e divertente. Ovviamente manca tutta la profonfidità, lo spessore a cui la serie ci aveva abituato ma portare punti in detrazione per questo motivo sembra francamente fuori luogo data la volontarietà dell’operazione. Alcuni mini games e fasi particolari, tipo la missione sul muletto per spostare i cartoni che ostruiscono la strada, sono in effetti programmate talmente male da provocare imbarazzo, lo ammettiamo. Ma l’impatto grafico è quello solito di Yakuza, il motore che muove il gioco è lo stesso della serie originale e vedere Kamurocho in rovina con gli zombie che si aggirano affamati per le sue strade vale da solo il prezzo del biglietto. Che è un prezzo economico, và detto, visto che il titolo uscì direttamente a prezzo budget.

Yakuza Dead Soul è anche l’ultimo titolo della serie che chi vi scrive ha giocato e finito, dato che è l’ultimo titolo approdato fuori dal Giappone.

A dicembre 2012 è uscito infatti Yakuza 5. Che porta a 5 (seguendo la numerazione del gioco) anche le storie narrate e giocabili dei protagonisti.

ryugagotoku5

E si, la ragazzina sul lato è Haruka la bimbetta che ormai è cresciuta ma no, lei non fà a pugni. Nel suo capitolo dovremo provare a farle raggiungere il suo sogno di diventare una “idol” e le sue battaglie pare siano esclusivamente “street pop-dance”. Chissà, magari questa potrebbe essere una delle motivazioni della mancata localizzazione del titolo, che tuttavia la stampa specializzata giapponese ha definito pressochè all’unanimità come “capolavoro”. Ovunque sono fioccati i perfect score tra cui il mitico 40/40 di Famitsu.

5 personaggi per 5 storie in 5 città diverse: Tokyo, Osaka, Fukuoka, Nagoya, Sapporo. Motore grafico del gioco completamente cambiato dal quarto capitolo, con un tasso di spettacolarità oltre i livelli di guardia. Qui in occidente siamo ancora in attesa di una voce che benevola ci annunci la agognata localizzazione.

E siamo arrivati al titolo uscito pochi giorni fà, al lancio della Playstation 4: YAKUZA ISHIN ( o Yakuza Restoration, come è stato rinominato per il mercato occidentale che appunto avendo già un nome si spera verrà quanto prima annunciato in una versione occidentale.)

yakuzaishin15

Come per la Playstation 3 il primo titolo della serie “Yakuza” fu uno spin-off storico, anche per la PS4 quella vecchia volpe di Nagoshi tira fuori un episodio “cappa e spada”, ambientato questa volta un po’ piu vicino a noi, alla fine del 1800, in un altro periodo decisivo di grandi cambiamenti per la nazione giapponese, che segnò il passaggio dall’epoca feudale a stato moderno. E qualcosa ci dice che il nostro beneamato protagonista dallo sguardo di ghiaccio avrà una parte importante in questo passaggio.

Diciamo subito che il gioco non è veramente un gioco Playstation 4. Cioè, è uscito su PS4 e anche in contemporanea su PS3. Tuttavia è stato progettato e sviluppato prima su Playstation 3 e poi adattato su PS4. Le due versioni, secondo chi l’ha provato, sono identiche, il gioco è esattamente lo stesso eccetto che per l’aspetto puramente grafico in cui la risoluzione e i dettagli sono nettamente superiori sulla versione PS4 e il framerate che di 30fps su PS3 e 60fps su PS4. Be’ ok non è proprio una differenza minima, soprattutto in action game, tuttavia anche con la versione PS3 ci si potrà divertire parecchio. Il Team di Nagoshi pare abbia fatto un lavoro coi controfiocchi (ma ormai ci siamo abituati) e le fasi di combattimento con la katana sono una meraviglia per gli occhi e un piacere per i sensi. Il sangue scorre a fiumi, roba che Uma Thurman in Kill BILL contro gli “88 folli” era un picnic con gli amici. Ci sono spettacolari mosse speciali tra cui una che ci permette di affettare i proiettili. Sarà pieno dei soliti minigames un po’ seri e un po pieni di quell’umorismo “camp” tipico della serie e del videogioco giapponese in generale.

Vi lasciamo con i due trailer dei capitoli di cui siamo ancora in attesa di una versione occidentale, Yakuza 5 e Yakuza Restoration e sperando di avervi fatto cosa gradita con questo speciale vi rimandiamo alla prossima. Sayonara.

 

Previous post

Nuovo Car Pack per Forza 5

Next post

Ecco Untold Legends Primo DLC per Blackguards!

Otosan Otaking

Otosan Otaking

No Comment

Rispondi